Giornata Internazionale della donna: ecco le più toste

Giulia Vola
  • Da Samantha Cristoforetti a Hillary Clinton passando per la Regina Rania e Lucia Annibali: ecco le più toste da ricordare nella Giornata Internazionale della donna.
     

    Samantha Cristoforetti: nella Giornata Internazionale della donna, la donna dello spazio ha un posto speciale.


    La Giornata Internazionale della donna fa onore a tutte le signore senza distinzioni di età, razza, religione, appartenenza politica e identità sessuale. L'8 marzo è la data per ricordare quanta strada è stata fatta e quanta ancora ce n'è da fare perché (anche) le donne possano godere appieno dei loro diritti. A vivere, a lavorare, ad amare, a smettere di amare, a crescere i figli. Perché nel Terzo Millennio le differenze sono ancora troppe: i numeri sulle violenze sono ancora troppo alti, fare carriera è più difficile, guadagnare lo stesso stipendio a parità di lavoro è una chimera che sottrae alle casse del mondo 9 mila miliardi. Parola di Christine Lagarde, la direttrice del Fondo monetario internazionale, una donna piuttosto tosta. 

    Ecco perché di fronte a donne come Samantha Cristoforetti, per tutti AstroSamantha, la prima donna italiana nello spazio che è diventata il modello delle giovani donne tra i 18 e i 29, vale la pena fermarsi e farsi ispirare dal modo con cui hanno scelto di vivere la propria vita. 

    Per esempio collezionando record, come Samantha, che è rimasta nello spazio più a lungo di chiunque altro - 199 giorni e 18 ore contro i 166 e 6 di Luca Parmitano -, per più tempo di fila - il record precedente è di Paolo Nespoli, 174 giorni e 9 ore -, prima tra le donne al mondo - battuta Sunita Williams che collezionò 194 giorni e 19 ore – e, superato anche André Kuipers che deteneva il primato con 192 giorni e 21 ore, prima tra gli astronauti dell’Esa

    Copyright foto: Kika Press
  • Lucia Annibali


    Lucia Annibali: nella Giornata Internazionale della donna lei ha un posto speciale. Da vittima di stalker oggi è portavoce della battaglia per i diritti delle donne.


    La Festa delle donne riserva un posto speciale a  Lucia Annibali, l’avvocatessa 36enne di Pesaro che il 16 aprile 2013 fu sfregiata dall’acido per una "punizione" che il suo ex Luca Varani - ora in carcere dove sta scontando una condanna a vent'anni per lesioni gravissime, stalking e tentato omicidio - ha affidato a due albanesi (in carcere anche loro). Quasi tre anni dopo Lucia non è più una vittima di stalking, ma una portavoce della battaglia contro la violenza sulle donne

    "Devo dire la verità, non sto morendo dalla voglia di tornare al mio lavoro di avvocatessa, e invece mi piacerebbe moltissimo aiutare in qualche modo gli ustionati, occuparmi delle donne schiacciate da uomini inetti e incapaci di convivere con le loro fragilità. Alle donne voglio dire 'voletevi bene, tanto, tantissimo. Credete in voi stesse e sappiate che ogni atto di violenza subita non dipende mai da voi che amate l’uomo sbagliato ma da lui che lo commette'. Agli ustionati come me invece dico di tenere duro e avere pazienza, tanta pazienza".

    Lo scorso settembre Lucia ha twittato la foto del settimo intervento chirurgico al viso: occhi pesti, naso tumefatto, bende ovunque. E il tweet Oggi, così...dopo due anni e mezzo. Per non dimenticare mai quanto male può fare il male”.  Intervistata dal Corriere, dichiarò: "Trovo giusto che si conosca anche il lato invisibile della medaglia. Io sono una persona migliore, dopo quel 16 aprile. Mi accetto e mi sento bella anche così, come dico sempre. Però per tutto questo pago un prezzo, come si vede dalla fotografia. È un prezzo alto. Non mi va che sembri gratis”. 

    Copyright foto: Kika Press
  • Hillary Clinton


    Giornata Internazionale delle donne: Hillary Clinton, a un passo dalla candidatura alle presidenziali americane, paladina delle donne di potere.


    Destinata a entrare nella storia, Hillary Clinton, ex First Lady ai tempi del marito Bill, ora è a un passo dalla candidatura democratica per le elezioni presidenziali americane. Comunque andrà è lei il simbolo del (paziente) potere al femminilegià senatrice e Segretario di Stato dell'era Obama, prima di cimentarsi con la politica è stata un avvocato e un docente di diritto penale, oltre ad essere stata la prima donna ammessa come socio nel Rose Law Firm, uno degli studi legali più antichi degli Stati Uniti. Il tutto senza perdere un filo della sua classe e della sua femminilità.

    Copyright foto: Kika Press  
  • Rania di Giordania


    Rania di Giordania, la regina impegnata della Giornata Internazionale delle donne.


    Intelligente, emancipata e impegnata la Regina Rania di Giordania è un esempio nella Giornata delle donne: prima di diventare la moglie di moglie del re Abd Allāh II si è laureata all'Università Americana del Cairo, poi ha lavorato presso il gruppo finanziario Citibank, e quindi nella sede giordana della Apple Computer. 

    Per migliorare la condizione femminile nel mondo arabo e per tutelare i bambini da ogni tipo di violenza, ha sviluppato progetti, stretto alleanze all’estero e aderito a diverse organizzazioni. 

    Di recente ha ricevuto la laurea honoris causa all'Università La Sapienza di Roma in Scienze dello sviluppo e della cooperazione internazionale, occasione che ha colto per sottolineare come non ci sia "nulla di islamico nei terroristi”, che non ha esitato a definire "irreligiosi" il cui scopo "è distruggere il mondo civile” prima di spiegare a gran voce che “è il momento di cambiare idea riguardo a cose che pensavamo di conoscere, lavorare con gente di cui eravamo prima diffidenti". Un percorso che deve trasformarsi in "un'opportunità per nuove unioni", perché tutti i popoli "comprendano quali sono le aspettative e le uniscano. Perché la paura può essere contagiosa ma il coraggio sì”.

    Copyright foto: Kika Press 
  • Patricia Arquette


    Giornata Internazionale della donna: Patricia Arquette è la paladina dei diritti delle attrici a Hollywood.


    Lo scettro della paladina delle signore dello spettacolo va a Patricia Arquette, l'attrice che ha dedicato l’Oscar per Boyhooda tutte le donne che hanno partorito, a tutte le cittadine e le contribuenti di questa nazione: abbiamo combattuto per i diritti di tutti gli altri, adesso è ora di ottenere la parità di retribuzione una volta per tutte, e la parità di diritti per tutte le donne negli Stati Uniti d’America" scatenando una standing ovation in sala.

    Concetto ribadito dal Festival del Cinema di Taormina dove ha dichiarato che "a me interessa la condizione di milioni di donne retribuite molto meno degli uomini, costrette a fare un secondo e un terzo lavoro per mantenere figli che, probabilmente, non potranno mai mandare a un college". Forza Patricia, siamo tutte con te!

    Copyright foto: Kika Press 
  • Madeline Stuart


    Giornata Internazionale delle donne: Madeline Stuart è la prima modella con la Sindrome di Down. 


    C'è un posto d'onore anche per lei, Madeline Stuartdiciannove anni e già una serie di primati: è lei la prima modella con la Sindrome di Down che ha sfilato sulla passerella della Settimana della moda newyorkese. Realizzando il suo sogno Maddy ha iniziato la sua battaglia contro le “discriminazioni nei confronti della disabilità grazie all’attenzione dei media”. Dopo il catwalk Maddy ha partecipato alla Noosa Triathlon, la gara sulla Sunshine Coast nel Queensland australiano, conclusa dopo trecento metri a nuoto, 5 chilometri in bici e 1 di corsa dimostrando, per l’ennesima volta, che volere è potere. Al femminile, declinabile anche al maschile, s'intende.

    Copyright foto: Facebook@Madeline Stuart 
  • Mariah Idrissi


    Giornata Internazionale delle donne: Mariah Idrissi è la prima modella a posare con il velo.


    Nella Giornata il nome di Mariah Idrissi ha un posto particolare perché la 23enne londinese di origini pakistane e religione musulmana è la prima modella ad aver posato con il velo nella storia della moda. Merito di H&M, che l'ha scelta per la sua campagna pubblicitaria della linea Close the Loop

    Copyright foto: Facebook@Mariah Idrissi 
  • Loiza Lamers


    Loiza Lamers: la prima transgender vincitrice di Next Top Model. Nella Giornata Internazionale delle donne è la benvenuta.


    Loiza Lamers è la prima transgender ad essersi aggiudicata il titolo di Next Top Model, perciò, nella Giornata delle donne non solo è la benvenuta ma merita un posto speciale, per tutte quelle che, come lei, conducono battaglie silenziose con il proprio corpo. Grazie (anche) a 18 interventi di chirurgia plastica, nessuno, al momento dell'iscrizione, aveva notato le differenze tra lei e le sue colleghe. A svelare la sua identità è stata lei, fiera di sé e da sempre convinta della sua battaglia: “Mi sono sentita donna sin da piccolissima — spiega Loiza — già a 6-7 anni ho sostenuto i primi colloqui psicologici in cui ho spiegato la mia situazione di femmina intrappolata in un corpo maschile”.  

    Copyright foto: Facebook@Loiza Lamers
  • Malala Yousafzai


    Giornata Internazionale delle donne: la giovane Malala continua la sua battaglia per le più sfortunate del Pianeta.


    La 18enne Malala Yousafzai è una delle celebrità della Giornata delle donne: il più giovane premio Nobel per la pace della storia continua la sua battaglia per un mondo migliore. Raccontata al cinema nel film He Named Me Malala, la giovane attivista pakistana finita nel mirino dei talebani è diventata (anche) il simbolo della battaglia per l'istruzione femminile. Resterà famoso l’appello al diritto all'alfabetizzazione dei bambini di tutto il mondo lanciato il 12 luglio 2013 (quando di anni ne festeggiava 16), dal palco del Palazzo di Vetro di New York, indossando lo scialle che fu di Benazir Bhutto.

    Intervistata da Emma Watson, nelle vesti di ambasciatrice Onu, ha definito il femminismo "un altro modo per dire uguaglianza" e ha chiamato gli uomini all'appello perché un mondo più giusto dipende anche da loro: “Se ci lamentiamo che le donne non hanno raggiunto l’uguaglianza, la parità dei diritti vuol dire che tutte le cose sono in mano agli uomini” che esorta a fare “un passo indietro e dire: siamo qui per dare supporto in modo che non possa accadere che gli uomini pensino che sia solo un compito per donne o per femministe folli cercare di cambiare la situazione. Non deve andare così. Tutti dobbiamo lavorare insieme, è così che il cambiamento avverrà”. 


    Copyright foto: Kika Press  
  • Lauren Watson


    Lauren Watson, la ballerina paraplegica: un esempio da seguire nella Giornata Internazionale delle donne.


    Lauren Watson è un esempio da seguire, non solo in occasione della Festa della donna: nel 2000 ha avuto un incidente d'auto che l'ha condannata alla semi paralisi. Oggi è una ballerina che sta appesa a testa in giù con le sue acrobazie e la forza della volontà (e molto allenamento). “Ciascuno di noi, nella vita, fa i conti con qualcosa che lo opprime. Io mi confronto con la mia disabilità. Ma niente può fermarti, se non te stesso: se davvero vuoi qualcosa lotta per ottenerlo”.

    Copyright foto: Facebook@Lauren Watson

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