Stilisti francesi: i nomi della moda Made in France

Eleonora Chiais

Coco Chanel e Yves Saint Laurent ma anche Pierre Cardin, André Courrèges e Christian Louboutin: ecco gli stilisti francesi che hanno dettato la storia della moda.
 

Yves Saint Laurent è stato tra i più noti e acclamati stilisti francesi di tutti i tempi, a lui si deve la rivoluzione dello stile mannish.

 

Stilisti francesi? L'elenco dei designer che hanno esercitato Oltralpe entrando a pieno titolo tra i nomi più importanti degli annali di storia della moda, è lunghissimo e talmente variegato da occupare pagine e pagine sulle enciclopedie che fanno la gioia delle fashion victim. Cercando di tracciare, però, un percorso lineare nell'eclettico trasformismo stilistico della couture Made in France ci sono alcuni personaggi che non si possono dimenticare.


Coco Chanel: un nome, una missione

Gabrielle Chanel iniziò la rivoluzione, tutt'oggi in atto, della mascolinizzazione degli abiti femminili.

Molto si è detto e scritto di Mademoiselle Chanel, quella Gabrielle che i soldati - in prima fila ai suoi exploit da giovane cantante - erano soliti chiamare Coco, affidandole l'appellativo che poi le sarebbe rimasto "cucito addosso".

Molto si è scritto sul suo debutto a cucire vestiti bianchi e neri (quella era la stoffa a disposizione nel convento dove la piccola Gabrielle veniva educata)  per le bambole, molto si è parlato del famoso prestito che le permise di aprire la prima boutique parigina e di spiccare il volo verso la carriera che tutti conoscono.

Quel che è certo è che, tra gli stilisti francesi, Gabrielle Coco Chanel è stata quella che ha dato l'avvio alla "mascolinizzazione dell'abito femminile", una rivoluzione - tanto modaiola quanto culturale - che è passata attraverso la nota giacca Chanel e continua ancora oggi.
 

Yves Saint Laurent: l'inventore del mannish

Ma il percorso iniziato da Gabrielle ha avuto un erede illustre con Yves Saint Laurent che, primo tra tutti, ha "rubato" dal guardaroba di lui gli abiti più classici della mascolinità reinventandoli in chiave femminile e aggiungendo quel tocco sensuale che, all'epoca, fece molto discutere. Tra trasparenze all over sugli abiti (salutate dal sondaggio "Oseriez-vous porter cette robe?"), smoking al femminile (da indossare rigorosamente nude) e pantaloni adatti anche alle occasioni più eleganti ecco che il visionario YSL è stato, anche lui, artefice di una vera rivoluzione.


Pierre Cardin: un italiano a Parigi

"Rivale" indiretto di Coco Chanel, ecco poi Pierre Cardin che - nato Pietro nell'Italia del 1922 - emigrò con la famiglia alla volta della Francia dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Qui iniziò un percorso da sarto che si rivelò proficuo e - dopo la collaborazione, tra l'altro, con Elsa Schiapparelli - bussò alla porta di Balenciaga chiedendo un impiego che, però, non trovò. Quindi entrò nelle grazie di Christian Dior e, qui, divenne - quasi per caso - concorrente di Coco giacché aiutò lo stilista nel lungo percorso che lo portò ad imporre il suo New Look. Pochi anni (ancora) di gavetta in casa CD ed ecco che Pierre Cardin aprì il suo marchio, trovando la celebrità grazie all'attenzione per il moderno e per i materiali inediti.


André Courrèges: Space Style in passerella

E proprio lo sguardo verso le interpretazioni inedite di tessuti e materiali è il fil-rouge che unisce Pierre Cardin al collega André Courrèges che, noto ai più per la discussa querelle sulla paternità della minigonna (che lo vide in guerra aperta con l'inglese Mary Quant) nonché assunto - lui sì - come tagliatore da Cristobal Balenciaga, fu - in effetti - il primo tra i francesi ad orientarsi verso lo spazio. Lo fece sfruttando le sue competenze ingegneristiche e lo fece esplorando, in anticipo di decenni sulla moda mainstream, le possibilità che il design offriva alla moda vestimentaria. Il risultato sono stati i go-go boots, gli oblò in PVC su abiti e gonne e pure quella Moon Girl Collection che - ispirata ai primi viaggi nello spazio - scrisse un capitolo importante nella storia della moda, francese ma non solo.
 

Christian Louboutin: mito d'oggi

Christian Louboutin è uno degli stilisti più rappresentativi dei giorni nostri.

Ha già alle spalle 20 anni di (fortunata) attività ma Christian Louboutin resta uno degli stilisti più interessanti dei giorni nostri. Parigino, classe 1962, debuttò giovanissimo nel mondo della moda a tuttotondo ma deve la sua passione (e la conseguenze specializzazione) nel settore delle calzature all'insegnamento di Roger Vivier. La prima boutique personale risale al 1992 quando, appena trentenne, "aprì bottega" suscitando l'interesse di Jean-Paul Gaultier che gli commissionò il design delle scarpe da abbinare agli abiti delle sue collezioni.

Il resto è storia. Louboutin negli anni è diventato un vero e proprio mito e le sue scarpe (dalla suola rigorosamente rosso fuoco) sono state protagoniste delle arti, dal cinema (uno su tutti in Sex and The City) alla fotografia (con una mostra di David Lynch) fino alla musica con il brano di Jennifer Lopez intitolato, appunto, Louboutins. In pratica, un mito d'oggi citando Roland Barthes.
 

Copyright foto: Kika Press 

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