Vestiti indiani: idee Bollywood-style per le feste

Cristina Piotti
  • Per aggiungere un tocco di originalità alle proprie mise per le feste ecco qualche idea che arriva direttamente dai vestiti indiani, più sfarzosi che mai.

    Per le prossime feste, si può prendere spunto dai vestiti indiani per cambiare il proprio stile.


    Vestiti indiani per le feste, perché no? Direttamente dal subcontinente, gli sfarzosi matrimoni milionari che sempre più turisti scelgono di celebrare in Italia, dalla Toscana alla Puglia, accendono anche nel nostro Paese la passione per l'abbigliamento, i decori e gli accessori in stile Bollywood. Ecco allora qualche idea e qualche spunto per cambiare o aggiungere un tocco speziato al proprio outfit delle feste.

    Non è necessario spendere una follia in sete e neppure ricoprirsi di lustrini pacchiani. Basta qualche dettaglio, e il sapore orientale sarà completo, elegante e ideale per distinguersi per le feste che ci attendono. A patto di dimenticare gli improbabili abiti ai quali ci hanno abituato i film su matrimoni, viaggi e cucina indiana: ecco come si vestono davvero le ragazze indiane. E cosa possiamo copiare dai loro outfit.

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  • Vestiti indiani: Kurta

    L'abito di tutti i i giorni: un semplice kurta, la casacca medio-lunga.



    Il kurta è l'abito indiano di tutti i giorni, anche se al giorno d'oggi i vestiti di taglio occidentale sono altrettanto diffusi tra le più giovani. Questa casacchina, lunga fin sotto il sedere, si accompagna a dei pantaloni morbidi, stretti alle caviglie, che sono stati presto sostituiti dai moderni leggins - in tinta con il resto dell'abito. Il collo ha innumerevoli forme e i decori, tra i più fantasiosi. Si accompagna ad una sciarpina, detta duppata.

    Cosa copiare: Il collo squadrato della casacchina, che si alza leggermente in corrispondenza della nuca, dando un tocco davvero originale. 


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  • Vestiti indiani: Punjabi suit

    Una versione lunga del kurta è il Punjabi suit, con pantaloni morbidi.


    Si chiama Punjabi suit ed è una versione più lunga del precedente, di solito accompagnata da un pantalone molto largo e stretto in fondo, alla Alladin, diremmo noi. Sciarpina d'ordinanza e infradito, per comodità.

    Cosa copiare: la sciarpina sul vestito lungo, da avvolgere morbidamente al collo e lasciare libera di svolazzare sulla schiena. Benissimo anche osare un materiale povero, a base di poliestere e da comprare anche per pochi mirati utilizzi, della stessa tonalità dell'abito che si indosserà.


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  • Vestiti indiani: Salvar Kamiz

    Si chiama Salvar Kamiz e si distingue dai precedenti per la forma sciancrata.


    Il Salvar Kamiz è sempre un abito simile ai precedenti, ma come si vede segue con più aderenza la forma del corpo, come fosse un morbido vestito, accompagnato da pantoloni altrettanto morbidi che vengono chiusi strettamente, con dei bottoncini, proprio all'altezza delle caviglie. Questo vestito, poi, può avere anche le maniche corte, o essere sbracciato.

    Cosa copiare: Il decoro sul fondo dell'abito è un must di questo tipo di vestito, che spesso, a differenza dei precedenti, si fa su misura, chiedendo direttamente al sarto di applicare della passemaneria sul bordino e sul collo. A casa, si può osare una decorazione per dare luminosità e nuova vita ad un vecchio abito monocromo.


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  • Vestiti indiani: Kurti Churidar

    Il kurta o kurti con i pantaloni stretti, o churidar.


    Il Kurta, detto anche Kurti in questo caso si accompagna a dei pantaloni stretti, detti Churidar, che in antichità erano considerati le "braghe dei Moghul", i sovrani locali. I giovani indiani amano molto gli accostamenti arditi, con una predilezione per il fluo. E le ragazze hanno nei loro armadi decine e decine di leggins (o churidar) multicolore, da abbinare con massima precisione alla tonalità del loro abito.

    Cosa copiare: Non esistono solo il nero e il blu: perché non provare ad abbinare con fantasia i leggins al resto dell'outfit? Oppure, in barba alla sobrietà mostrata durante l'anno, le festività sono il momento ideale per lanciarsi in colori brillanti e sgargianti, rigorosamente kitsch.


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  • Vestiti indiani: Afghani Kamiz

    Un Afghani kamiz, riconscibile dal lungo decoro che segue tutto l'abito.


    Un Afghani Kamiz, che qualcuno in India conosce come Pakistani kamiz, o mille altre paternità regionali, ma pur sempre legate a quell'area. Di base, lo si identifica per il raffinato decoro frontale e i bottoncini si ispirano all'arte islamica, mentre il resto dell'abito, sui lati e sulla parte posteriore è completamente liscio.

    Cosa copiare: Quante volte capita che un abito perda allure, o un cappotto rimanga senza più di un bottone. Un'idea esagerata e creativa è quella di comprare grossi bottoni decorati e divertirsi a riempire solo la parte frontale del vestito o della giacca, per cambiare completamente lo stile originario.


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  • Vestiti indiani: Lehenga Choli

    Il Lehenga Choli è molto amato dalle spose, è sensuale ma molto elegante.


    Si chiama Lehenga Choli, ed è uno degli abiti indiani più sensuali che si possano trovare oltre al sari, ideale anche per le forme morbide. La gonna lunga ha la vita alta, il corpetto è simile al top che si usa per i sari. La pancia è scoperta e nelle occasioni ufficiali viene velata con l'aiuto di una sciarpina, la dupatta.

    Cosa copiare: La lunga gonna ricamata, importante, svasata, a vita alta: adatta a slanciare anche un fisico morbido, senza perdere in eleganza o in sensualità. Perfetta anche per chi non veste tacchi alti, ma d'obbligo (se si vuole mantenere lo stile indiano) abbianare una scarpa preziosa.


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  • Vestiti indiani: Anarkali

    Un abito che ha il nome di un fiore, Anarkali, spesso usato come complimento per le ragazze.


    Anarkali dress, il vestito Anarkali, è un lungo abito dal corpetto stretto che si allarga in una gonna svasata che sfiora le caviglie. Sotto, d'obbligo il pantalone Pajama, il leggins indiano ante litteram, usato prima che la moda esplodesse in tutto il mondo. Completa la mise la sciarpina in tinta.

    Cosa copiare: L'Anarkali può essere tranquillamente replicato con un abito occidentale dello stesso taglio, ma se non si vuole osare tanto, cioè l'abbinamento vestito e leggins, si può quantomento tentare l'ultima moda locale di drappeggio della sciarpina, lunga su un lato e  avvolta all'avanbraccio sull'altro lato.


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  • Vestiti indiani: Lehenga Anarkali

    Chi ha detto che gli indiani sono tradizionalisti? Ecco un mix tra Lehenga e Anarkali.


    Un mix tra Lehenga e Anarkali, quindi pacino scoperto ma abito intero, in quella che è una mise ipercolorata e sensuale, tra decori dorati, veli e cristalli sullo scollo del vestito. Omaggio alla tradizone rivisitato in chiave Bollywood movie.

    Cosa copiare: Per chi vuole esagerare, l'insieme è perfetto per una festa a tema, a patto di sapersi davvero esibire sulle note di una scatenata musica orientale e moderna, magari la colonna sonora di uno degli ultimi film in uscita nel subcontinente. Per chi cerca più sobrietà, l'accoppiata di dodici braccialettini per braccio insieme ai grossi pendenti abbinati è sufficiente.


    Copyright foto:  Cristina Piotti
  • Vestiti indiani: Patiala Kamiz

    Pantalone palazzo versione indiana: è il Patiala Kamiz.


    Il Patiala Kamiz è l'outfit perfetto per chi vuole dare un tocco orientale al proprio guardaroba senza lanciarsi in eccessi, velature o colori forti. Una casacca dal taglio classico ed elegante, abbinata ad un pantalone palazzo di seta e sciarpina sul lato. Elegantissima.

    Cosa copiare: Abbinamenti inaspettati, ma pur sempre orientali. Un pantalone palazzo di seta e una casacca dal taglio dritto, da impreziosire con una grossa collana indiana per dare luce. Benissimo l'abbinamento di tonalità chiare e scure, oltre che di materiali. Ideale per tutti i tipi di fisico.


    Copyright foto:  Cristina Piotti
  • Sari

    Sicuramente, l'abito indiano più conosciuto è il sari.


    L'abito indiano più conosciuto all'estero: il sari. Un lungo tessuto dai bordi decorati che si avvolge attorno alle gambe, con una tecnica molto precisa. Prima di tutto, però, si indossa il corto top, spesso carico di perline e decori. Una sottogonna è importante, per evitare trasparenze non benvenute, ma anche per infilare il tessuto avvolto attorno alle gambe. Quando si inizia il drappeggio, bisogna fare attenzione a che la parte frontale sia ben plissettata e quella posteriore invece sia liscia. Il tessuto, così piegato, si infila nella sottogonna, mentre un estremo del tessuto va a cadere dietro la spalla. Al drappeggio classico (il tessuto che come una benda singola passa sulla clavicola), la moda oggi preferisce il sari che avvolge la tutta la spalla fino all'avanbraccio.

    Cosa copiare. Non è semplice indossare un sari, se non lo si fa di routine, impossibile improvvisarsi. Qualche raro negozio vende online dei sari già plissettati, facilitando il compito. Ma la verità è che c'è un solo modo per copiare davvero questa mise: andare in India e trovare qualcuno che, pazientemente, ci insegni ad indossarla.


    Copyright foto:  Cristina Piotti

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3 Commenti

oddio che figata! li voglio pure io! dove si comprano????

Gentile Glorietta,
puoi trovarli nei negozi etnici della tua città oppure sui classici siti di vendita online - qualche capo idiano di solito si trova.

grazie mille gentilissima proverò a fare un giro nel centro storico :P