Stefano Accorsi: intervista all’uomo oltre i personaggi

Grazia Fontana

Stefano Accorsi è Leonardo Notte in 1992 e 1993, lo psicologo infantile Patrizio in Fortunata, film di Sergio Castellitto, ma soprattutto Stefano è un padre e un marito felice che vive appieno le sue emozioni. La nostra intervista.

Stefano Accorsi è l'ambizioso pubblicitario Leonardo Notte nelle serie tv 1992 e 1993. © Kika Press


Bel sorriso, sguardo magnetico, Stefano Accorsi ci accoglie in un salone napoleonico del Palais Vivienne di Parigi in cui presenta alla stampa francese 1993, la serie di cui è ideatore e protagonista nei panni dell’ambizioso "cavaliere oscuro" Leonardo Notte. E noi, italiane ansiose di vedere il seguito, 1994, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui, diventato padre del piccolo Lorenzo, avuto con la moglie Bianca Vitali, nell’aprile 2017 dopo i due figli, Orlando e Athena, avuti dall’ex compagna, la modella francese Laetitia Casta.


Che padre è Stefano Accorsi?

"Sono un padre estremamente attaccato ai miei figli. Non sono certo paragonabile a Leonardo Notte (ride pensando al suo personaggio in 1992 e 1993, ndr) per fortuna. Sono stati le emozioni più grandi della mia vita e continuano ad esserlo, mi piace esserci".


In Fortunata, di Sergio Castellitto, sei lo psicologo infantile Patrizio. Cosa devono fare secondo te dei genitori separati per i propri figli?

"Secondo me i genitori che si separano, comunque siano andate le cose, devono cercare di capire quello che sta provando il bambino e fare in modo di mettere al centro di questa fase la sua sensibilità. Bisogna stare veramente attenti perché è il più vulnerabile. Bisogna cercare di essere ancor più dei bravi genitori, più di quanto lo si era nel momento in cui si era uniti. È una fase molto più delicata in cui provare ad immedesimarsi nel bambino e tentare di ricordare com’era quando noi stessi lo eravamo aiuta a rendersi più conto di quali siano le sue necessità in quel momento".


Nel film si parla anche di violenza sulle donne. Cosa potrebbe fare la società a riguardo?

"Sicuramente l’informazione e i giornali hanno un ruolo fondamentale. Che le donne denuncino è una cosa grandissima, fortissima e importantissima. Quando sei in un momento brutto, vedere qualcuno che ha passato lo stesso periodo negativo e che ha fatto una scelta aiuta tantissimo a fare la tua. I mezzi di informazione devono dare importanza anche a questo: non solo a denunciare la violenza, ma a dare voce alle donne che lo hanno fatto perché quello è un volano importantissimo per far si che le altre donne seguano lo stesso percorso. Spesso le donne pensano che la violenza che ricevono sia giusta, ma se sentono che quella cosa che gli sta succedendo è sbagliata perché qualcun altro glielo dice trovano la forza per denunciare e per uscire da quel contesto".


A proposito di donne. Cosa ne pensi del caso Weinstein? Ci sono avances o molestie anche nei confronti degli uomini?

"Le avances ci sono, anche se penso siano maggiori nei confronti delle donne. Un’avance però può essere una cosa carina. Se parliamo di molestie il discorso è un altro. Sarà anche successo magari che delle volte Weinstein non abbia fatto fatica ad ottenere quello che voleva: se la persona che aveva di fronte  usava il suo corpo perché sapeva di voler arrivare ad un fine è un conto, ma per le molestie è tutto un altro discorso".


Sei mai stato testimone o protagonista di un caso simile?

"Onestamente no. Oggi questa storia, per giuste ragioni, fa notizia, quindi adesso sembra che il mondo dello spettacolo sia un ‘troiaio’. Ripeto: se c’è molestia va perseguita e punita. Però, per far titoli di giornali, delle volte si butta anche un po’ tutto li. Ad esempio l’attore di Transparent (Jeffrey Tambor, ndr) è stato accusato di ‘avances’ da due persone ed è stato licenziato. Visto che questa cosa sta prendendo una grande eco è chiaro che l’emittente televisiva prenda le distanze, però intanto l’attore ha perso il lavoro. Se non hai le prove puoi fare dei danni. 
A me non è mai capitato, ma se vedo un uomo molestare una donna chiaramente intervengo, è una cosa che non lascerei succedere in nessun ambiente. Adesso sembra che il mondo dello spettacolo sia un mondo perverso, ma è una cosa che puo accadere in qualsiasi ambito di potere".


C’è mai stato un momento nella tua vita in cui sei uscito dal tuo “codice deontologico” per seguire le tue emozioni?

"Sì, posso dire di avere avuto questa fortuna. Credo sia importante conoscere certe emozioni. Nella vita è difficile rendersi conto che anche quella che ti sta passando accanto è un’occasione da vivere. Le grandi emozioni ci spaventano, quelle che ti fanno disgiungere dal tuo 'codice deontologico' o dalle regole che hai dato alla tua vita, fanno paura. Però è importante viverle, anche se non è detto che siano le emozioni portanti della nostra esistenza. Per restare in questo ambito potrei dire la passione per il mio mestiere: dopo il liceo ho fatto la scuola di teatro, ho cambiato città, ho preso scelte importanti per un qualcosa che mi animava un’emozione profonda". 


E per amore hai mai preso decisioni drastiche?

"Per amore mi è successo di cambiare città, anche recentemente: sono stato un italiano a Parigi, adesso sono un italiano in Italia, felicemente a Milano, dove sto benissimo. Però non capita a tutti: se fai delle scelte drastiche è anche perché hai una certa predisposizione nel lasciarti rapire da un qualcosa che ti porti anche via".


Non sarai mica tu il “Banderas italiano” che il Festival di Sanremo sta cercando?

"Non credo. Stanno cercando davvero il Banderas italiano? A me non hanno detto niente!".


Nell’attesa di rivederlo nei panni di Leonardo Notte in 1994, non ci resta che andare al cinema dal 25 gennaio, giorno in cui arriverà nelle sale Made in Italy, il nuovo film di Luciano Ligabue e con protagonista proprio Stefano Accorsi!

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