Alex Belli si racconta: "Sono un demone che diventa angelo"

Letizia Rogolino

Alex Belli, star di Centovetrine ed ex naufrago de L'Isola dei Famosi, è al cinema con The Broken Key, un film visionario in cui interpreta un affascinante demone in via di redenzione.
 

Alex Belli è Snake, il demone che diventa angelo in The Broken Key. © L'AltroFilm


Biondo, occhi azzurri e un fisico statuario, Alex Belli è un modello e attore italiano che molti ricordano nei panni di Jacopo Castelli nella soap opera di Canale 5, Centovetrine. Più recentemente lo abbiamo seguito come naufrago de L'Isola dei Famosi, un'esperienza che lo ha messo a dura prova come lui stesso ci racconta in questa intervista.

Appassionato di cavalli ama viaggiare, per lavoro e per piacere, e dal 16 Novembre è al cinema con The Broken Key. In questo film diretto da Louis Nero, interpreta il villain Snake, un demone che accompagna il protagonista nella sua avventura sci-fi. Ecco cosa ci ha raccontato.


Cosa puoi dirmi del tuo personaggio nel film The Broken Key?

"All’inizio del film sono un personaggio nero, un demone con un tatuaggio di due serpenti. Il film, attraverso Arthur, che è il protagonista, si interroga sui classici misteri della vita, come il perchè siamo qui. Riflette poi sul superamento delle paure personali e io lo accompagno fino all’epilogo che è la chiave di lettura che il regista ha voluto dare alla storia. Si tratta del processo inverso di Lucifero, per cui invece di passare da angelo a demone io da demone torno angelo".


Cosa hai provato quando hai saputo di essere nello stesso film con Christopher Lambert, Franco Nero e Rutger Hauer?

"Non ho mai girato una scena con Christopher Lambert perchè Snake lo vede solo il protagonista, quindi è come un’ombra. Però la prima volta che l’ho incontrato sul set è stato bellissimo. Nell’immaginario collettivo abbiamo tutti Highlander, quindi avevo l’ansia di poterlo conoscere e stare con lui. Ricordo una sera a cena in cui mi ha raccontato la sua storia, la sua vita come attore ed è stato molto emozionante. Mi ha lasciato un bellissimo ricordo anche Rutger Hauer che ricordiamo tutti in Blade Runner. Qui li vediamo in età avanzata, ma la loro professionalità è sempre la stessa".


Ti piace la fantascienza come genere?

"Sì, ero uno di quei ragazzini che pensava che nel 2020 avremmo girato tutti con le macchine volanti. Non è ancora così e sono profondamente contrariato".


E fare il villain?

"Interpretare dei personaggi cattivi e riuscire a farli amare dal pubblico penso sia la scommessa più grande per un attore. Ho già interpretato personaggi oscuri o eroi romantici con una connotazione ambigua, però in questo film tiro fuori una sorta di cattiveria interna particolare".


Hai un attore che prendi come riferimento? E dei registi con cui vorresti lavorare?

"Jude Law è uno dei miei punti di riferimento in assoluto. Al di là del suo aspetto ha una capacità di calarsi in ogni tipo di ruolo con alcuni tipi di manierismi e un’ espressività pazzesca. Per quanto riguarda i registi ho incontrato recentemente registi italiani, come Louis Nero in questo film, che è un visionario che può piacere o meno, ma scatena un dibattito. Poi ho lavorato recentemente con Adelmo Togliani che, secondo me, è uno dei più promettenti del cinema italiano del momento. Comunque in generale vorrei promuovere i talenti nostrani".


Modello e naufrago dell'Isola, lavori che portano a viaggiare. Ma a te piace?

"Praticamente io vivo con la valigia in mano. Con il mio trolley ho circa due mesi di autonomia. Ho viaggiato molto anche per piacere. La conoscenza umana secondo me è data dal viaggio, anche se studiassimo migliaia di libri. Il viaggio ti apre la mente e ti offre la possibilità di avere un bagaglio culturale unico. La mia vita è un continuo viaggio”.


Cosa ti ha lasciato L’Isola dei Famosi come esperienza?

"L’Isola dal punto di vista televisivo è un racconto, ma come esperienza non può essere raccontata in toto. È una delle esperienze più toccanti e scioccanti che si possano fare con due componenti fondamentali: l’isolamento e la fame. La cosa più forte che provi è proprio l’isolamento, ovvero sentirsi incarcerati anche se sei in un’isola bellissima dove tutti vorrebbero andare in vacanza. Non avere la libertà di muoversi è la componente psicologica su cui gli autori giocano maggiormente. Poi la mancanza di cibo. Noi viviamo in una società dove il cibo non ci manca perchè abbiamo sempre a portata di mano un bar, un ristorante, un supermercato, ma quando realizzi che devi procacciarti il cibo con le tue mani secondo la forma più primordiale di sopravvivenza, ti porti a casa un valore della vita, della natura completamente diverso da prima, quando davi per scontato molte cose".


Hai mai avuto esperienze simili al caso Weinstein direttamente o indirettamente?

"Fortunatamente no, ho sempre lavorato in situazioni in cui mi hanno assunto perchè ero adatto a fare un determinato lavoro e un ruolo. È giusto che finisca questo ricatto lavorativo; è chiaro che il mondo dello spettacolo fa più clamore, però questo tipo di rapporti di scambio lavorativi-sessuali sono estesi a tutti i settori. Sono realtà che vivono in molte altre situazioni".


Sei un tipo romantico? E ti senti più preda o predatore in amore?

"Sì sono romantico, ma non mi definisco né l’uno né l’altro. Ho sempre vissuto situazioni in cui ci sono stati degli incontri. L’incontro è elettivo secondo me, perchè nella tua vita incontri casualmente una persona, anche se io credo molto nel destino. Alcune donne entrano nella tua vita e dimostrano un’affinità elettiva che ti porta ad avere il vero colpo di fulmine. Io ho sempre vissuto colpi di fulmine con momenti di affinità che poi sono diventati storie, rapporti, il mio matrimonio passato".


Cosa deve avere una donna per colpirti?

"Deve avere dei contenuti, deve essere ironica e spensierata. Io amo la spensieratezza, il poter vivere insieme tutte le esperienze della vita e non prendersi troppo sul serio. Tutte le donne che ho avuto erano fortemente auto-ironiche".


Frequenti ancora Mila Suarez? Come vivi il fatto che la tua vita privata sia spesso sotto i riflettori?

"Sì sto ancora con lei e va tutto bene. Sicuramente stare sotto i riflettori è inevitabile per questo tipo di lavoro, in cui metti in gioco la tua vita lavorativa, ma anche la tua vita privata. Mi ha dato tanti problemi in passato, per questo le donne che stanno  con me devono essere molto intelligenti e perspicaci, altrimenti questo sistema basato sul gossip senza cui non esisterebbero molti programmi televisivi, sarebbe impossibile da gestire. Devi cercare di tutelarti e di proteggere la tua storia il più possibile, ma è giusto che sia così".


Ho letto che hai una passione per i cavalli legata alla tua famiglia.

"Sono cresciuto in una famiglia di allevatori di cavalli. Mio padre non lo era, ma i miei nonni avevano una fattoria che abbiamo ereditato vivendo una situazione stile far west. Siamo quattro fratelli cresciuti con questi splendidi animali che adoro. Adesso i cavalli li curano i miei fratelli perchè io non abito più lì, ma appena ho un attimo di tempo vado a trovarli per immergermi nella natura. Li trovo animali pazzeschi con una telepatia sovraumana".


A cosa non potresti mai rinunciare nella tua vita attuale?

"Reduce dell’Isola non rinuncerei mai alla mia libertà, il valore più prezioso dell’essere umano. Non c’è altro bene materiale più importante. Poter vivere e decidere quello che fai è fondamentale".


Sogni nel cassetto e progetti futuri?

"Io sono un sognatore quindi ho tantissimi sogni. Continuo sempre a rigenerarmi con vari progetti. Ora per esempio sto portando avanti uno studio fotografico con degli amici, legato alla moda e altre realtà. Ma in generale ho molti progetti che corrono insieme, parallelamente alla mia vita di attore. Poi l’8 Dicembre in prima serata andrà in onda una serie su Canale 5, Sacrificio d’Amore, che ho girato con Francesco Arca, Francesca Valtorta e altri attori. Una storia ambientata nei primi anni del ‘900 in cui c’è una diatriba tra i nobili e i lavoratori dell’epoca. Poi c'è la prima guerra mondiale e i primi moti giolittiani con i rapporti con la mafia siciliana. Io sono il Conte Farnesi, un nobile in un periodo di destabilizzazione della monarchia italiana. Ci sono varie storie d’amore, ma si parla anche dei rapporti politici e storici dell’Italia dei primi del '900".

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