Le Rivoltelle: quando la musica si fa passione

Anna Paola Bellini

Le Rivoltelle sono una band di origine calabrese nata dall’incontro tra Alessandra, Angela, Elena e Paola. Le quattro donne, dalla personalità forte e anticonformista, raccontano la loro esperienza artistica.
 

Le Rivoltelle sono una band tutta al femminile dalle sonorità rock e dal carattere anticonformista. © L'Altoparlante


Le Rivoltelle sono una band di sole donne dallo stile e la personalità anticonformista che gioca su sonorità mediterranee tradizionali, miste a generi reggae e rock. Oltre a riproporre un ampio repertorio di successi internazionali (e non) degli anni ’60 e ’90, la band scrive, arrangia e compone brani originali.

All'approssimarsi dell'uscita del loro prossimo album dal titolo Play e Replay, e del prossimo tour, abbiamo chiacchierato con le quattro componenti di questa rock band tutta al femminile. Con il loro carattere forte e la loro personalità determinata Le Rivoltelle si raccontano.


Chi sono Le Rivoltelle 

Il gruppo nasce dall’incontro, che loro stesse definiscono miracoloso: "È stato un piccolo miracolo esserci trovate, quattro donne fortemente motivate a sdoganare ogni preconcetto o pregiudizio di genere in nome di una grande passione" dichiarano. E questa grande passione, è appunto la musica, "rifugio e valvola di sfogo", che non si sceglie, ma sceglie lei te. "Fare musica è ciò che ci rende più felici e speriamo un giorno poter vivere solo di questo". 

La band è composta da quattro donne legate da questa comune passione: Alessandra (chitarre, basso, voce e cori), Angela (cori e  chitarre), Elena (violino, sax, chitarre e voce) e Paola (percussione, cori e batteria), tutte calabresi. L’idea di unirsi per formare una band nasce da un casuale incontro avvenuto all’Università, e dal 2005, oltre ad essere colleghe, le quattro ragazze sono "legate da un rapporto di amicizia decennale". 


Testi e Album

Nel 2010 le quattro artiste si fanno notare per la cover del brano di Salvatore Adamo (compositore e cantante italo-belga) dal titolo La notte
Il loro album d’esordio esce l’anno successivo, a 150 anni dall’Unità d’Italia, ed è infatti tutto dedicato alle Donne Italiane (titolo stesso del lavoro discografico), che, a parer loro, sarebbero in un momento delicato di stravolgimento: "pensiamo che sia in atto una rivoluzione culturale che investe tutto il significato dell’essere donna. Crediamo sia possibile una emancipazione reale ed una alienazione da tutti i pregiudizi e gli stereotipi che hanno ingabbiato e mortificato la donna per molti secoli. La strada è ancora lunga ma le premesse ci sono tutte".
Nel 2012, dopo essersi esibite al Gran Galà del Festival di Sanremo e in altre trasmissioni televisive, pubblicano il loro secondo lavoro discografico dal titolo Le rivoltelle, un album composto da 6 cover e 6 brani inediti. Tra questi ultimi spicca Taglia 38, un brano attualissimo di denuncia sull’anoressia. L’importanza di trattare tematiche contemporanee è essenziale nel pensiero della band: "in questi anni abbiamo trattato vari temi, dall’anoressia alla mafia, l’ultimo brano 'Auguri Scomodi' parla dell’emergenza migranti. Tutte tematiche che ci stanno a cuore, il filo conduttore dei nostri brani è sempre uno e cioè la speranza. Siamo convinte che la musica possa smuovere gli animi e svegliare le coscienze."
 

Il valore dell’appartenenza: Calabria terra di passione

Come detto, le quattro artiste provengono tutte dalla Calabria, "terra di contraddizioni, ma anche croce e delizia della nostre vite" dichiarano. L’influenza regionale nelle loro canzoni è molto presente. "I ritmi e le sonorità mediterraneee, suggerite anche dall’uso del violino, influenzano molto la nostra musica. Viviamo un senso di appartenenza molto forte e lo esprimiamo attraverso la nostra rabbia del sud", ci dicono. Rabbia spesso giustificata. Singolare infatti l’episodio di avvenuto quest’estate: a Rossano, comune sito in provincia di Cosenza, il comitato che si occupa  dell’organizzazione della festa che si tiene ogni anno in onore di San Pio decide di non far esibire la band poiché si è supposto che essendo tutte donne fossero omosessuali. Le quattro però non si fanno abbattere dal pregiudizio, anzi credono nella loro terra: "pensiamo che l’atteggiamento discriminatorio operato nei nostri confronti sia stato generato innanzitutto da un pensiero omofobo e sessista, sintomo di una arretratezza culturale. Abbiamo sempre lottato contro ogni tipo di pregiudizio e specialmente contro quello di genere che è quello che ci riguarda più da vicino. Sicuramente l’immagine di quattro donne musiciste che non temono giudizi o confronti e che hanno sempre il coraggio di esprimere le proprie idee può risultare “scomodo” a qualcuno ma noi continueremo comunque a combattere le nostre battaglie".

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