Sindrome delle gambe senza riposo: sintomi e cure

Cristina Piotti
La sindrome delle gambe senza riposo è legata alla necessità di muovere gli arti inferiori e colpisce soprattutto la notte. Ecco quando e perché si manifesta.

Si chiama sindrome delle gambe senza riposo ed è una malattia che colpisce gli arti inferiori.


Il nome descrive la malattia: la sindrome delle gambe senza riposo (dall'inglese Restless Legs Syndrome) è una malattia caratterizzata dalla necessità di effettuare movimenti periodici degli arti inferiori e colpisce soprattutto nelle ore serali.

I sintomi

Stando al National Institutes of Health (NIH), che dedica ampio spazio al disturbo, chi ne è affetto prova una sensazione di forte fastidio alle gambe, specie se è sdraiato o seduto, accompagnata dalla necessità impellente di muovere le estremità. Più raramente la sindrome riguarda altre parti del corpo, come braccia o testa. Proprio per via di questa sensazione, inconsapevoli del fatto che si tratti di una malattia, le persone affette da questo problema spesso tengono le gambe in movimento per prevenire o ridurre la sensazione di fastidio, che aumenta la notte, e che si riduce molto alle prime ore del mattino. Problematici sono quindi i viaggi in macchina, il cinema, i lunghi voli, o altre situazioni che riducano la possibilità di movimento. Nei casi più gravi gli episodi avvengono più volte alla settimana, disturbando pesantemente il sonno dei pazienti, e nonostante in qualche caso la remissione sia spontanea, spesso i sintomi peggiorano con il tempo.

Gambe senza riposo: le cause

L'Associazione Pazienti RLS spiega che, nonostante la ricerca scientifica abbia compiuto grandi passi nell'ultimo decennio, la vera causa della malattia è ancora sconosciuta. Quando non è associata ad altre malattie (e viene chiamata primitiva) la sindrome di solito ha una origine genetica e ereditaria. In questo caso inizia precocemente (prima dei 40 anni), ma ha una progressione lenta. Un ruolo lo hanno anche alcuni neurotrasmettitori come la dopamina, il metabolismo del ferro, la melatonina.

La cura

Ovviamente diagnosi e terapie dipendono interamente dall'opinione dello specialista. In linea generale si usano farmaci dopamino-agonisti o in alcuni casi anche gli oppioidi, oltre che alcuni suggerimenti per lo stile di vita e l'alimentazione che si sono rivelati di aiuto. Tra i consigli dell'associazione, per limitare i sintomi, c'è quella di ridurre fumo, alcol, alimenti e bevande con cioccolata, caffeina e teina. Poi non contrastare il bisogno di muovere le gambe e imparare qualche esercizio di rilassamento da fare prima di andare a dormire. Per dormire bene, suggeriscono regolarità negli orari, esercizio fisico almeno quattro ore prima di andare a dormire, ma senza insistere se non ci si addormenta: meglio provare con qualche attività blanda che aiuti a rilassarsi.

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