40 settimane di gravidanza

Grazia Fontana
Siamo ormai alla quarantesima settimana di gravidanza, la fine del 9° mese: è il momento del parto.


Quaranta settimane: travaglio e parto

La 40esima settimana di gravidanza è, di norma, la settimana prevista per il parto. Le contrazioni sono iniziate, dolorose e regolari, e le acque si sono rotte: è il segnale di partenza per l'ospedale. Una volta sul posto bisognerà effettuare una serie di formalità amministrative; il tempo non manca dato che il collo dell’utero impiega diverse ore a dilatarsi completamente.

In seguito, i medici effettueranno alcuni esami, come la misurazione della pressione e della temperatura e controllo delle urine. Inoltre verrà misurata la dilatazione del collo dell’utero e, se si è solo all’inizio, si verrà sistemati in una stanza in attesa che la dilatazione si completi. Affinché il perineo sia visibile, è possibile che sia necessaria la depilazione. Infine, il bambino potrà uscire soltanto se il retto è vuoto, ecco perché l’ostetrica potrebbe prescrivere un lassativo.
Arriva poi il momento più lungo del parto: la dilatazione. Dura in media dalle otto alle dieci ore per il primo figlio e dalle quattro alle cinque ore per il secondo. Una volta che il collo sarà completamente dilatato, sarà il momento di mettere in pratica i corsi di preparazione al parto. 

40 settimane per il bambino

Mediamente il bambino misura 50 cm e pesa 3,5 kg, ma questi dati possono variare molto da un caso all’altro. Al momento delle contrazioni, l’utero comprime e spinge il bambino verso il collo dell’utero e la pressione della sua testa ne permette la dilatazione. 
Durante l’espulsione, il bambino partecipa attivamente alla sua nascita spingendo con i piedi contro le pareti dell’utero e effettuando delle contorsioni con la testa per attraversare il collo e la vagina. La pressione è intensa ma, fortunatamente per lui, la sua scatola cranica è morbida e può ridursi di circa 1 cm. 

Distacco della placenta

Qualche minuto dopo la nascita del bambino, si potrebbero avere probabilmente nuove contrazioni, anche se molto meno intense delle precedenti. Si tratta del distacco della placenta che è ancora attaccata all’utero. L’ostetrica premerà quindi sull’utero e tirerà il cordone per farla uscire. 

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