10 cose da sapere sull’orgasmo

Barbara Costa
  • L'orgasmo è un piacere intenso e difficile da analizzare. Uomini e donne lo vivono allo stesso modo? Perché a volte è difficile raggiungerlo? Una spiegazione in dieci punti.

    Le donne hanno bisogno di più tempo

    Un uomo, a seconda delle circostanze, può raggiungere il massimo del piacere anche dopo pochi minuti di eccitazione. L'orgasmo si manifesta attraverso una serie di contrazioni rapide e involontarie del pene, dell’uretra e della prostata. Queste contrazioni hanno lo scopo di eiaculare lo sperma. Dopo qualche minuto l’erezione termina e il sesso torna a riposo, così come i testicoli.

    In media, una donna impiega più tempo per raggiungere l'orgasmo rispetto al partner.


    Il processo è più lento nella donna, per la quale c’è bisogno di una media di venti  minuti per raggiungere l’orgasmo
    . Fisiologicamente questa sensazione si manifesta attraverso delle contrazioni della vagina e dell’utero, che si ripercuotono spesso sull’insieme del bacino, ma anche attraverso una respirazione più rapida e altri sintomi (secrezioni vaginali, indurimento dei capezzoli...).

    L’orgasmo maschile è molto breve, tra i 13 e i 15 secondi di media. Per una donna invece può durare qualche decina di secondi, se non di più.

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  • Per una donna l’orgasmo non è automatico

    Per un uomo l’orgasmo è una reazione naturale, che si svolge sempre nella stessa maniera: tutto comincia con la fase dell’eccitazione, a cui seguono l'erezione e l'eiaculazione, che spesso coincide con l'orgasmo. Segue un periodo di riposo, durante il quale l’uomo diventa insensibile a qualunque stimolazione sessuale. Dopo un lasso di tempo più o meno breve, l'uomo può essere stimolato di nuovo. L’orgasmo è quindi molto facile da raggiungere, già a partire dalla pubertà, quando i ragazzi fanno l’esperienza della masturbazione.

    Anche se l’orgasmo femminile viene raggiunto meno rapidamente dell’orgasmo maschile, non bisogna pensare che non esista, anzi. Inoltre, l'orgasmo femminile non è necessariamente legato a un atto "mecanico" come l'eiaculazione, e la componente psicologica è molto importante. Il fatto di riuscire a lasciarsi andare, di dimenticare le proprie inibizioni e di poter contare sull'aiuto del partner sono dei fattori determinanti per raggiungere il picco del piacere.
  • Le donne sono multi-orgasmiche

    Quasi subito dopo l’orgasmo, l’erezione cala e l'uomo, spesso, cade in uno stato di torpore. Questo avviene a causa delle endorfine, degli ormoni liberati subito dopo l’orgasmo. Dopo questa fase, l’uomo non può avere nuove erezioni e non è sensibile alle carezze e altri stimoli, che siano psicologici o sessuali. Questo periodo di “risoluzione” dura poco nei giovani, ma diventa sempre più lungo mano a mano che si va avanti con l”età.

    Per le donne invece questo problema non esiste. Restano sensibili agli stimoli sessuali anche se hanno già avuto un orgasmo, e possono così provarne un altro (e a volte più di uno) praticamente subito.
  • Orgasmo clitorideo e vaginale

    Anche se l’orgasmo maschile può variare in intensità, resta della stessa natura ogni volta. La donna invece può provare diversi tipi di orgasmo. Si parla di orgasmo clitorideo se provocato dalla stimolazione del clitoride e di orgasmo vaginale se a scatenarlo è la penetrazione. L'orgasmo clitorideo, in generale, sembra essere il più diffuso; è più semplice raggiungerlo, proprio perché basta stimolare il clitoride. Invece la vagina, che è un organo interno, è spesso sconosciuto dalle donne stesse, soprattutto all’inizio della vita sessuale. È quindi con la pratica che si impara a conoscerlo e a renderlo più sensibile.

    Conclusione: l’idea secondo la quale le donne sarebbero o clitoridee o vaginali è sbagliata. Le cose possono evolvere con il tempo, l’esperienza e la pratica!
  • Eiaculazione non significa sempre orgasmo

    Nella maggior parte dei casi l’eiaculazione maschile avviene in concomitanza con l’orgasmo, anche se le due cose non sono sempre collegate.

    L’eiaculazione, ovvero l’emissione di sperma, è infatti un fenomeno fisico: basta un’eccitazione (la vista di una donna nuda per esempio) perché il cervello reagisca ordinando un afflusso di sangue verso il pene. Quest’ultimo si gonfia, si indurisce e si allunga: si tratta dell’erezione. Durante la fase dell’eccitazione, anche il glande si gonfia e i testicoli aumentano di volume. Tutta questa fase può durare da un minuto a qualche decina di minuti. Tutto dipende dalla persona ma anche dalle circostanze e dal tipo di stimolazione.

    L’orgasmo che ne deriva e il piacere che regala sono soprattutto legati al sistema nervoso e quindi all’ambito affettivo e psicologico. Più un uomo è eccitato/innamorato... più sarà grande il piacere.

    Anche se la maggior parte del tempo l’orgasmo maschile corrisponde al momento dell’eiaculazione (l’eiaculazione precede di qualche decimo di secondo l’orgasmo), in certi casi i due processi non sono legati. Può esserci eiaculazione senza orgasmo, può esserci eiaculazione con un orgasmo di intensità più o meno forte, può anche esserci un orgasmo senza eiaculazione.

    Conclusione: le cose non sono sempre così semplici e meccaniche come lo si crede!
  • Punto G: esiste veramente?

    Il famoso punto G... La sua stimolazione provocherebbe un orgasmo vaginale molto esteso e forte. È il Dr. Gräfenberg che l'ha scoperto e che gli ha dato il suo nome. Questa zona erogena particolarmente sensibile si troverebbe all'ingresso della vagina. Il condizionale è d'obbligo perché l'esistenza del punto G non è ancora stata dimostrata.

    Alcuni ricercatori preferiscono pensare che soltanto l’esperienza e la pratica permettano di acquisire una certa sensibilità a livello della vagina in generale, indipendentemente dall'esistenza del punto G.
  • Come avere un orgasmo contemporaneamente?

    Venire nello stesso momento sembra l'obiettivo di molte coppie. Ma la missione sembra essere molto complicata e i tentativi spesso non hanno successo, almeno nelle coppie eterosessuali. Essendo l’uomo e la donna poco sincronizzati, ci sono poche possibilità che riescano ad avere un orgasmo nello stesso momento. Ciò però non impedisce che possa succedere.

    Il modo più semplice per raggiungerlo è che l’uomo abbia un primo orgasmo all’inizio del rapporto, poi che il suo periodo di risoluzione passi durante dei preliminari sufficientemente lunghi. In questo modo l’uomo potrà avere un secondo orgasmo contemporaneamente alla sua partner.

    Resta il fatto che non bisogna nemmeno focalizzarsi su questo obiettivo. L’importante è che ognuno provi piacere durante mentre si fa l'amore, con o senza orgasmo.
  • Niente orgasmo, e quindi?

    Alcune donne dicono di non aver mai avuto un orgasmo. Altre non sanno a cosa somigli. Una cosa è certa: quando lo si raggiunge, si sa, tanto è un’esperienza unica, emozionante e ricca di sensazioni. Allora perché queste differenze da una donna all’altra? Oltre a quelle di ordine psicologico (educazione, fiducia in se stesse...), bisogna sapere che non tutte le donne hanno la stessa sensibilità vaginale. Come in qualunque altra parte del corpo infatti, la concentrazione nervosa può variare. Tutto dipende anche dalla capacità del partner di stimolare nel modo giusto le zone erogene della sua partner.

    In ogni caso, che ci sia l'orgasmo oppure no, non deve essere questo il solo motivo per cui si ha un rapporto. Si può benissimo provare piacere senza che ci sia l’orgasmo fisico propriamente detto. E l’orgasmo può non implicare un piacere esagerato. I due non sono obbligatoriamente legati. E poi l’orgasmo non è il solo piacere che si prova quando si fa l’amore. E il desiderio? E l’attesa? E l’eccitazione? E i sentimenti? Ne esistono altri, a volte anche più soddisfacenti dell’orgasmo in senso stretto.
  • Come riconoscere una donna che simula un orgasmo?

    Grida, gemiti, secrezioni vaginali, spasmi della vagina... in teoria tutti questi sintomi sono chiari segni di un orgasmo. Ma non sempre: alcune persone riescono infatti a riprodurre queste reazioni semplicemente con la forza di volontà. Perché? A volte può essere per aumentare più velocemente il desiderio: qualche grido e gemito al momento giusto et voilà, il gioco è fatto!

    Ma spesso è anche per darsi coraggio quando non ci si sente all’altezza. Oppure è per far piacere all’altro e fargli credere che è bravo a letto. Il punto è che si tratta di un comportamento poco sincero. Nel caso in cui una donna non senta granché (se non proprio nulla) durante l’amore, il suo partner ignaro penserà che sia soddisfatta così. Non solo non è onesto, ma impedisce al partner di rimettersi in discussione e di adattarsi alle esigenze della donna.

    Per quello che riguarda gli uomini, alcuni pensano che una donna non sia soddisfatta se non quando raggiunge l’orgasmo. Spiegare loro che una donna può essere pienamente soddisfatta sessualmente anche senza orgasmo è a volte più semplice che non simulare. Allora tanto vale parlarne, senza vergogna né sensi di colpa. Non bisogna nemmeno aver paura di irritare il proprio partner: basta parlarne con un minimo di tatto e delicatezza...
  • Meno desiderio, meno orgasmi

    L’abbiamo già detto, tutte le relazioni sessuali non finiscono con un orgasmo, anzi! Il piacere procurato durante i preliminari è altrettanto forte per molti uomini e donne (le carezze, l’eccitazione, la tenerezza...).

    Bisogna tenere conto anche del fatto che esiste l’anorgasmia, ovvero l’incapacità di raggiungere l’orgasmo. Diverse cause possono spiegarlo, specialmente quelle legate all’educazione della persona (inibizione, paura di perdere il controllo di sé, senso di colpa...) o dei traumi legati alla vita sessuale (una prima volta andata male, una violenza sessuale...).

    Una donna può anche conoscere dei periodi senza orgasmi. Al momento della menopausa, quando è in fase di allattamento... insomma, per delle ragioni ormonali la capacità ad avere degli orgasmi può stemperarsi e la libido può diminuire di intensità. Allo stesso modo il contesto affettivo e psicologico gioca un ruolo importante nella sessualità. È chiaro che quando una coppia è in crisi, quando non ci sono più sentimenti di amore, oppure quando si provano rancore o gelosia,  ci sono molte probabilità che la vita sessuale sia indosiddisfacente.

    Se l’assenza di orgasmo o di piacere tout court diventa davvero problematica e provoca molti dubbi, la cosa migliore da fare è consultare uno specialista (psicologo, sessuologo...). È importante chiedere aiuto quando se ne sente il bisogno, anche perché il problema può risolversi anche molto rapidamente.

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1 Commento

Tante donne, purtroppo, non riescono ad avere un orgasmo neppure da sole: sono completamente
anorgasmiche, da sempre!


In tali casi chi sceglie una terapia sessuologica comportamentale ha, in generale, se non ci sono seri problemi associati (cmq da valutare con attenzione, caso per caso) i migliori successi terapeutici. Solitamente per sempre. La stimolazione clitoridea è la modalità più utilizzata e anche più efficace, in linea generale.
 Infatti le maggiori innervazioni che procurano piacere con stimolazione prolungata si trovano proprio a livello clitorideo. Ogni donna che ben conosce la sua anatomia sa come stimolarsi per raggiungere piacere e sa anche come il proprio partner potrà aiutarla.
 
Raggiungere poi l’orgasmo con il partner (anche se occasionale) in qualsivoglia modalità (pure con la penetrazione) richiede di norma - se da sole diventa proprio difficile - un “percorso psicoeducazionale” (a volte terapeutico) di coppia (in tante situazioni particolari, anche individuale) sempre comunque mirato, cioè confezionato “su misura”, personalizzato, alla persona anorgasmica, ovviamente sempre dopo attenta valutazione sessuologica per capire i motivi per cui non si riesce a raggiungere l’orgasmo, assieme al proprio partner. I motivi infatti (diversi da donna a donna) vanno ricavati dalla storia personale, psicologica e dalle esperienze sessuali riferite. Si tratta di capire che cosa realmente blocca il raggiungimento del massimo piacere a livello cognitivo, emozionale e anche comportamentale.

In definitiva, se malauguratamente non si riesce da sole allora, giocoforza, conviene rivolgersi ad un serio professionista: solitamente sessuologo clinico, preferibilmente con specializzazione anche in psicoterapia. In alternativa al sessuologo tante donne hanno trovato utile (e meno costoso dello specialista) anche il "percorso di auto-aiuto guidato" presentato concretamente nei 44 capitoli del Manuale pratico del benessere delle edizioni Ipertesto, patrocinato dal clubUNESCO