Pene in erezione: tutto quello che c’è da sapere

Elena Bianchi

Com'è fatto il pene? Come funziona l'erezione? Come fare a mantenerla? Ecco tutto quello che c'è da sapere sul membro maschile. 

Un pene in erezione arriva all'eiaculazione in circa 5 minuti. © Zoran Mladenovic/123RF


Com’è fatto il pene: premessa

Premesso che nessun pene è uguale all’altro, il membro maschile è composto da una radice - la parte interna, nascosta -, l’asta (o corpo) e il glande. Durante l’erezione l’asta, di forma cilindrica e dimensioni variabili (il grande cruccio del genere), passa da molle (flaccida) a rigida. Succede perché il corpo spongioso e i corpi cavernosi che lo compongono si riempiono di sangue. Il glande, invece, è la punta dell’asta alla cui estremità si trova l’apertura uretrale da cui fuoriescono urina e sperma. Il glande è protetto dal prepuzio, la porzione di pelle che si ritrae quando avviene l’erezione e che, nei peni circoncisi, viene asportata in misure variabili. Glande e prepuzio sono uniti dal frenulo (chiamato anche filetto).


L’erezione del pene: come avviene?

I sessuologi non si stancheranno mai di ripeterlo: l’erezione parte dal cervello. O meglio, è il risultato di una concentrazione di stimoli erotici di varia natura (visivi, olfattivi, uditivi e tattili) e meccanismi ormonali e vascolari che questi stimoli scatenano. Funziona così: gli impulsi (non solo quelli eccitanti ma anche quelli inibitori) provocano una risposta dei centri di controllo spinali. Se prevalgono i segnali eccitatori allora viene stimolato l’afflusso di sangue, viceversa, se sopraggiungono segnali inibitori il meccanismo si blocca e con lui quello dell’erezione. Spesso, all’origine delle disfunzioni dell’erezione ci sono cause psicogene in grado di scatenare un’ansia da prestazione tale da portare anche a psicosomatizzazioni (“non lo sento più”). Perciò, per rispondere alla frequente domanda “come provocare un’erezione”, la risposta è dando retta agli stimoli eccitatori che il cervello riceve. A voi la scelta di quali stimoli.


Membro eretto: dritto o curvo?

I peni eretti dalla perfetta forma cilindrica sono, per lo più, quelli degli attori porno e quelli disegnati nei libri di anatomia. Nella realtà, il membro in erezione può essere dritto, curvo, a cono, a banana o a fungo: insomma, le forme del pene sono più d’una e gli uomini devono farsene una ragione. Tanto più alla luce del fatto che per ogni conformazione ci sono posizioni ad hoc.


Erezioni potenti: come mantenerle?

Quanto dura un’erezione? Anche in questo caso, la risposta è “dipende”. Mediamente un uomo arriva all’eiaculazione con la penetrazione in circa 5 minuti ma la tenuta dell’erezione si aggira sui 20 minuti: gli attori porno e i professionisti del sesso tantrico arriva anche a due ore, dopo si parla di priapismo, un vero e proprio disturbo sessuale che causa erezioni eterne e dolorose. Di certo, la durata è una variabile fondamentale (più delle dimensioni) per una felice vita sessuale di coppia, dal momento che l’orgasmo femminile ha tempi più lunghi. Ecco perché riuscire a mantenere l’erezione è importante. Come riuscirci? Stando sul pezzo, per dirla in gergo. Concentrandosi sul qui e ora, nutrendosi di stimoli erotici e fantasie sessuali (da condividere o meno) in moda da continuare a fornire al cervello spunti per non interrompere l’afflusso di sangue. Giocando con la partner, insomma. Laddove però, gli stimoli non bastano, si può valutare l'assunzione di una delle tante pilloline blu.

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