Fiducia tradita: il sexting (con un altro) è un tradimento

Giulia Vola

Fare sexting significa tradire la fiducia del partner. Non solo secondo sessuologi e psicologi: anche secondo la giurisprudenza il sexting è un tradimento che può costare caro.

Negli Usa 8 persone su 10 si dedicano al sexting inviando e ricevendo foto hot. © Antonio Guillem/123RF


Huma Abedin, la più fidata consigliera di Hillary Clinton, lo sa bene: il vizietto dell'ex marito Anthony Weiner ha mandato a monte il suo matrimonio (e non solo quello). È il sexting, il sesso che si guarda ma non si tocca, che piace agli adolescenti e anche agli adulti, dove le parole non sono sussurrate all’orecchio ma scritte, non sono previsti baci, carezze né odori. Non ci sono scontrini da nascondere ma chat da cancellare perché chi lo fa si sente lo stesso in colpa e chi lo scopre si sente ugualmente tradito.


Delusione d'amore: il tradimento platonico

Succede perché è “il cervello, e non il pene o la vagina, è il primo degli organi sessuali”, conferma la sessuologa Anna Gualerzi. Succede perché il flirt a suon di byte che invece che negli hotel si nasconde su Whatsapp o Snapchat (dove si cancella non appena è stato letto) è una relazione, non una semplice fantasia. D'altra parte, a proposito d'infedeltà gli esperti confermano che senza arrivare a scambiare immagini erotiche e frasi hot, passare troppo tempo attaccati a smartphone e tablet a lunga andare si traduce in uno dei tradimenti più sottovalutati. 


La fiducia tradita (ovvero il tradimento)

Se alla base di una vita di coppia felice c’è la complicità e la reciprocità, una relazione con un terzo incomodo, anche se platonica, non diminuisce la delusione, una volta scoperta. Vedere sullo smartphone del partner le parti intime di un’altra donna (o viceversa) fa male tanto quanto scoprire lo scontrino di un ristorante (in cui non si è stati, ovviamente). Senza contare che, come dice la parola stessa, il sexting è sex e texting, ovvero sesso e parole, dialogo, erotismo costruito e non solo sfogliato come su una rivista o su un sito pornografico. Insomma: sono immagini e parole, ma che immagini e che parole.


Chi tradisce? Quando?

Se negli Stati Uniti, una ricerca presentata alla 123esima convention dell’American Psychological Association, ha rivelato che otto adulti su dieci si dedicano  al sexting (il 75% all'interno della coppia, il 43% in storie occasionali), in Italia le percentuali sono di poco superiori. Secondo il Global Sex Survay 2015, l’annuale rapporto su abitudini sessuali redatto dal sito di incontri extraconiugali AshleyMadison.com, il sexting all'italiana si fa seduti alla scrivania dell’ufficio, circa due volte al giorno.

 

Sexting: conseguenze

La cronaca degli studi legali conferma che, sempre di più, il sexting porta le coppie in un’aula di tribunale: “Abbiamo riscontrato un notevole aumento nel numero di clienti che si rivolgevano a noi pensando che il proprio partner avesse commesso un adulterio, ma non nel modo tradizionale” hanno spiegato da Slater & Gordon, lo studio britannico che ha commissionato un’indagine in materia dal momento che nel Regno Unito, l’adulterio extraconiugale prevede che il sesso con un altro sia consumato. Ebbene, forse è ora di rivedere il codice, dal momento che solo per un interpellato su tre fare sexting non significa tradire.

Aggiornamento che la giurisprudenza italiana ha già fatto (e continua fare) con la sentenza numero 15557 del 2008, tanto per citare la prima in materia, secondo cui l'obbligo della fedeltà è un impegno generale a “non tradire la fiducia del coniuge” e non la semplice astensione “dall'intrattenere relazioni extraconiugali”. Insomma, che siate d’accordo o meno, anche per la legge fare sexting è tradire e può costare caro (in tutti i sensi).

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