Punto G: cos'è, dov'è, come raggiungerlo

Elena Bianchi
Dibattuto dalla comunità scientifica, il punto G è ancora avvolto nel mistero. Ecco tutto quello che c'è da sapere sul Punto che, se trovato, scatena intensi orgasmi.
Il punto G è ancora dibattuto oggi, tuttavia l'esperienza di molte donne ne conferme l'esistenza. © George Mayer/123RF


Il punto G: il dibattito

Così come una donna ha scoperto il Punto L negli uomini, un uomo, Ernst Grafenberg, ha scoperto il punto G femminile. Il medico tedesco lo ha descritto come una zona misteriosa e particolarmente sensibile al livello del terzo inferiore della vagina che si gonfierebbe quando eccitata e sarebbe responsabile di un’emissione di liquido in caso di eccitazione estrema. Da allora (correva il 1957) ad oggi il dibattito è ancora aperto: numerosi sessuologi, medici e femministe si scontrano sull’esistenza reale di questa zona. Per alcuni si tratta di una sorta di interruttore miracoloso, per altri è pura fantasia. Secondo gli specialisti Jamye Waxman e Tristan  Taormino si tratterebbe della spugna uretrale, un tessuto erettile che chiama in causa anche l'interno del clitoride, teoria ripresa di recente dal chirurgo Pierre Foldès, specializzato nella ricostruzione del clitoride nelle donne escisse, secondo cui il Punto G sarebbe un’estensione delle fibre nervose della parte interna del clitoride. Questo infatti non si limiterebbe alla parte visibile, ma si prolungherebbe fino al punto G, all’interno della vagina. In effetti, l’ecografia ha dimostrato che esiste una zona di contatto tra il clitoride interno e il famoso punto G.


Il punto G esiste: parola di donna

Al di là della letteratura scientifica, c'è però l'esperienza di molte donne che stimolando il Punto G raggiungono l'orgasmo e (soprattutto) quella maturata dalle aziende produttrici sex toys che, a proposito, non hanno dubbi: il Punto G esiste ed è fonte di piacere. Per la stimolazione, dal momento che non corrisponde a un organo preciso, è fondamentale la capacità di ogni donna di conoscersi grazie alla masturbazione.


Come fare a raggiungere il punto G

Per trovare il punto G bisogna andare alla ricerca: la semplice penetrazione non basta, è necessaria la stimolazione manuale o con sex toys. Il modo migliore è ritagliarsi un po' di privacy e dedicarsi all'esplorazione della vagina: sdraiatevi supine, rilassatevi, sollevate le ginocchia e iniziate a stimolare il clitoride, esercitando delle leggere pressioni e risalendo verso l'interno della vagina. Con i polpastrelli cercate il punto in cui il tessuto è diverso rispetto alle pareti, più rugoso e che, a mano a mano che l'eccitazione sale, si gonfia leggermente. A quel punto stimolatelo: se vi porta all'orgasmo, l'avete trovato!

 
 

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