Divorzio breve: un cammino tortuoso ma ricco di novità

Giulia Vola
Il ddl sul divorzio breve ottiene l'ok della Commissione Giustizia, la maggioranza si spacca ma la rivoluzione è già iniziata: se i coniugi sono d'accordo il matrimonio si scioglierà senza la separazione.

Con il decreto 132/2014 se c'è accordo tra i coniugi il matrimonio si scioglierà davanti a un avvocato.


Il divorzio breve divide gli animi (del Parlamento). Si sapeva che il cammino non sarebbe stato facile eppure ieri, quando la Commissione Giustizia del Senato ha approvato il ddl con un emendamento del Partito Democratico che introduce la possibilità di divorzio immediato, la maggioranza si è spaccata e il Nuovo Centro Destra ha abbandonato i lavori rinviando ogni discussione alla bagarre che si scatenerà - promettono - in Aula per il via definitivo.

Comunque andrà, però, sarà una svolta epocale. Tanto più che il ddl va letto insieme alle novità già introdotte dal decreto 132/2014 sulla giustizia civile convertito in legge il 6 novembre da Montecitorio che porterà fuori dai tribunali diverse procedure, incluse quelle degli ex sposi felici, permettendo loro di separarsi o divorziare senza rivolgersi al giudice ma ricorrendo alla negoziazione assistita dagli avvocati oppure davanti al sindaco. Con l’esclusione, come previsto per il ddl sul divorzio breve, di tutte le unioni con figli minori, con handicap o non autosufficienti sul piano economico. Tradotto: se c'è accordo si risolverà tutto nello studio del legale e l'intera procedura costerà solo 16 euro, corrispondenti ai diritti di pubblicazione di matrimonio, con un'attesa di 30 giorni. Parcella a parte, s'intende. 

Gian Ettore Gassani, presidente degli Avvocati Matrimonialisti, non ha dubbi sulla portata della rivoluzione: "Parlo contro gli interessi della mia categoria - spiega - ma finalmente questo testo avvicina l'Italia al resto dell'Europa: da nessuna parte divorziare era tanto lungo e costoso quanto da noi. D'ora in poi i costi saranno abbattuti e i tempi dimezzati, così non sarà più necessario migrare all'estero per divorziare subito e senza spendere un capitale". Perché il turismo divorzile non era roba da fantascienza ma la realtà per molte coppie italiane che spesso, tra tutti i paesi dell'Unione, sceglievano la Romania per il mix favorevole di tempi e costi. "In caso di separazione consensuale - spiega ancora Gassani -, i tempi si accorciano da quattro anni a sei mesi e i costi da cinque, sei mila euro di media a meno di cento euro". Per non parlare degli epiloghi violenti a cui la cronaca ci ha abituati che, ci tiene a precisare Gassani, "immagino che diminuiranno nettamente: il sali e scendi dai tribunali, le convocazioni, le burocrazie e i costi elevati non facevano che complicare e incancrenire situazioni già difficili. Ora sarà più naturale dirsi addio e ricostruirsi una vita".

Le novità del ddl sul divorzio breve 

Per la precisione, il testo uscito dalla Commissione fissa rispettivamente a sei mesi dalle separazioni consensuali e a dodici da quelle giudiziali i tempi per la domanda di divorzio (contro i tre anni previsti attualmente), ma soltanto quando "non vi siano figli minorenni o figli maggiorenni portatori di una grave disabilità o, ancora figli di età inferiore ai 26 anni economicamente non autosufficienti". 

Un'altra novità introdotta dal ddl che ritornerà in Aula per l'ultima approvazione riguarda l'aspetto economico: la comunione dei beni tra coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza gli ex a vivere separati, ovvero "alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato. L'ordinanza con la quale sempre i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all'ufficiale di stato civile ai fini dell'annotazione dello scioglimento della comunione".

A questo punto non resta che aspettare l'ultimo via libera del Senato per il divorzio breve, augurandosi che al di là delle suggestioni, vinca il buon senso.

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