Come dimenticare una persona: 5 consigli per cuori spezzati

Giulia Vola
Ecco cinque consigli per dimenticare una persona, lasciarsi il passato alle spalle e ricominciare a guardare avanti, in attesa di essere di nuovo felici.
 
Tagliare i ponti è la prima regola per dimenticare chi ci ha spezzato il cuore.
 

Come dimenticare una ragazza o un ragazzo: premessa

Quando un amore finisce all'improvviso uno dei due ha (quasi sempre) il cuore spezzato. Una metafora vicina alla realtà, stando allo studio della Duke University, secondo cui chi divorzia rischia di più l'infarto e, tanto per cambiare, alle donne va peggio che agli uomini: dopo il primo fallimento la probabilità è del 24%, dopo il secondo s'impenna al 77%. In materia si sono cimentati anche alla Aarhus University che in una ricerca pubblicata sulla rivista Open Heart hanno indagato le conseguenze del lutto della persona amata, uno stress capace di causare veri e propri problemi cardiaci fino a 12 mesi dopo l’evento, questa volta senza distinzioni di genere. Ecco perché dimenticare una persona, ragazza o ragazzo che sia, è importante per non rischiare, oltre al danno, anche la beffa. E che beffa.
 

Fine di una storia: concentrarsi su se stessi

La storia è appena finita e la tentazione di rileggere le lettere, gli sms, riguardare i regali e sfogliare gli album delle foto è alta ma non va assecondata. O meglio, non subito: se rimuginare è funzionale all’autoanalisi - operazione indispensabile per andare avanti - nei primi giorni è meglio concentrarsi su se stessi a partire dalle piccole cose. Distrarsi, dormire e prendersi cura di sé cercando di riempire ogni attimo libero della giornata con qualcosa da fare. In questo la tecnologia offre una serie di App per dimenticare l'ex che potrebbero rivelarsi provvidenziali. 
 

Uscire dal tunnel (dalla droga dell'amore)

La buona notizia è che siamo fatti per sopravvivere, la cattiva è che l'amore è come una droga. Anche in questo caso c'è uno studio scientifico in merito pubblicato su Review of general psychology. La Saint Louis University ha confrontato il cervello di un cuore spezzato a quello di un uomo alle prese con la disintossicazione da cocaina. Ebbene, i meccanismi che si attivano per uscire da una come dall'altra dipendenza sono pressoché gli stessi e predispongono il malcapitato a ricominciare a vivere. Perciò, state lontani da chi vi mette fretta perché siamo programmati per farcela, ciascuno con i suoi tempi, s’intende. 
 

Fare pace con il passato

Per superare una perdita occorre una sincera autoanalisi” spiega la psicoterapeuta Gianna Schelotto nel suo SOS Cuori Infranti (Mondadori). Tradotto: è ora di affrontare il passato, cercare i motivi che hanno portato alla fine della storia e liberarsi dei rimpianti. Operazione che va fatta con la massima onestà, armati di carta e penna così da ridimensionare il cosiddetto “ottimismo della memoria” che induce a ricordare il passato migliore di com’è stato per vivere più volentieri le esperienze. Solo in questo modo è possibile fare pace con il passato e proiettarsi nel futuro. 
 

Tagliare i ponti

Per dimenticare una persona è fondamentale non frequentarla né sentirla finché ferite e risentimenti non si saranno sanati. Evitare quindi di cedere al “restiamo amici”, concetto che “in realtà - spiega Gianna Schelotto - è un'incapacità di distacco e un'illusione che ci si crea”. Insomma, “a volte è la paura della fine: ci si aggrappa all'idea dell'amicizia pur di non rompere”. Ma a camminare con la testa rivolta all’indietro ci si inciampa. Gli psichiatri americani la chiamano la sindrome dell'uccello stupido, il meraviglioso albatros hawaiiano che atterra con la testa all’indietro e, inevitabilmente, va a sbattere ovunque.
 

Chiodo scaccia chiodo?

Elaborato il lutto della fine di un amore, la guarigione arriva all’improvviso. Ragion per cui è meglio evitare di ricorre al chiodo scaccia chiodo, un palliativo che lascia il tempo che trova (e rischia di complicare la faccenda). Piuttosto, suggerisce Gianna Schelotto “lo scopo dev'essere: comincio una nuova storia con un nuovo atteggiamento”, forte delle cose apprese, cercando di evitare errori commessi e di tenere gli occhi aperti. Anche se il primo giorno sembra impossibile da credere, la saggezza popolare lo ripete da sempre: morto un papa se ne fa un altro.

Copyright foto: jochenschoenfeld/123RF

Vedi anche

Annunci Google

1 Commento

E’ veramente doloroso il momento in cui una relazione
termina ("la fine di un amore"), ancora più doloroso se si viene
lasciati improvvisamente e la relazione ha avuto una durata importante.

Trattasi – psicologicamente parlando – di un evento
stressante (anche traumatico) molto intenso: non tutte le persone, da sole,
riescono a sopportarlo, elaborarlo (!) oppure ridurne, semplicemente, l’impatto
emozionale, desensibilizzandosi.

La sofferenza provata dipende, oltre che dalla situazione contingente, dalla
soglia di sopportazione individuale e da caratteristiche personologiche, nonché
da eventuale predisposizione caratteriale o vulnerabilità biopsichica o
sensibilità personale, che dir si voglia (v. in particolare le pagine 26, 27,
65, 68, 80, 89, 175, 236, 249, 262, 277, 286, 358, 402, 449, 474, 539, 540 de
“Il manuale pratico del benessere”, patrocinato dal club UNESCO (Ipertesto
editore). Comunque in caso di seria difficoltà a superare il momento ed
eventuale interferenza importante con la propria vita quotidiana è sempre
consigliabile rivolgersi ad un capace ed esperto psicoterapeuta, semplicemente
per stare meglio con sé e con gli altri ed affrontare il futuro con maggiore
serenità per aprirsi liberamente verso nuove relazioni, più… salutari.