Sanremo 2015 incorona "Il grande amore" de Il Volo

Giulia Vola
Il Volo, il trio di tenori formatosi dalla Clerici, vince la 65/a edizione del Festival di Sanremo con la canzone dal titolo "Grande Amore". Secondo Nek con "Fatti avanti amore" e terza Malika Ayane con "Adesso e qui (nostalgico e presente)".   
 

Il Volo è il grande vincitore del Festival di Sanremo.

E alla fine Il Volo prese il volo e il loro Grande Amore mise tutti d'accordo. Dalla Clerici a Sanremo, il trio dei tenori Pierluigi Barone, Gianluca Ginoble e Ignazio Boschetto, dopo il successo a Ti lascio una canzone, hanno incassato quello del più grande carrozzone canoro d'Italia, sotto una pioggia di petali, venti minuti dopo l'una di notte. Seconda posizione per Nek con Fatti avanti Amore - brano che gli è valso anche il Premio della Sala Stampa Radio-tv-web Lucio Dalla - Sezione Campioni, e quello per il miglior arrangiamento, votato dall'orchestra del festival - e terza Malika Ayane con Adesso e qui (nostalgico presente), testo che si aggiudica anche il Premio della Critica Mia Martini.  

Si chiude così il 65/o Festival di Sanremo diretto da Carlo Conti all'insegna della normalità
 che ieri aveva incoronato Giovanni Caccamo tra le Nuove Proposte. Una normalità spezzata dagli (stra)ordinari intoppi che solo la diretta sa regalare e che solo un bravo conduttore sa gestire. Vedi il più clamoroso di tutti, al momento di svelare la classifica. Rullo di tamburi, Conti pronuncia i nomi dei big in gara a partire dalla posizione numero 16. Arriva alla 9, legge il nome di Nek ma un istante dopo qualcuno, da dietro le quinte, gli urla che è un errore, Nek non è arrivato nono. La grafica sparisce, sul palco dell'Ariston cala il gelo, in sala in silenzio, poi un brusio. Conti non fa un plissé, si schiarisce la voce e inizia a raccontare una storia, come solo un animale televisivo sa fare. Alla fine sono le tanto rimpiante carta e penna a salvare la situazione, la classifica riprende e si scopre che in nona posizione c'è Nina Zilli, non Nek che tira un sospiro di sollievo.

L'episodio passerà alla storia insieme al microfono (più d'uno) che non ne vuole sapere di funzionare mentre Marlon Roudette, la star inglese del momento, canta When the beat drops out; e insieme alla differita (spacciata per diretta) con Samantha Cristoforetti a bordo della Iss - il video dell’intervista è apparso sul canaleYouTube della Nasa nel tardo pomeriggio per essere poi anche rilanciato anche da alcuni blog di scienza. 

Vivo e vegeto era invece Will Smith, lanciato alla conquista di Sanremo come una superstar di Hollywood sa fare. L'attore, il comico, il rapper e il produttore cinematografico statunitense Will Smith si è messo al servizio dello show. Come un vero istrione ha scaldato e coinvolto la platea, ha scherzato con Conti ("Abbiamo frequentato la stessa scuola, Carlo era bravissimo in matematica, io gli passavo i compiti di inglese"), gli ha dato lezione di rap, ha cantato Nel blu dipinto di blu (una delle canzoni preferite della nonna) e quando il discorso è finito su Muhammad Alì, il siparietto è scattato con Pino Insegno, la voce italiana di Will Smith. Se il doppiaggio simultaneo è miseramente fallito, alla battuta "Avete notato? Will è più chiaro di Carlo Conti" l'Ariston si è fatto una bella risata.

Con Ed Sheeran, invece, ha portato sul palco l'icona della musica d'autore di matrice rock: 10 milioni di copie vendute, sold out in tutto il mondo, 20 milioni di follower, un miliardo di visualizzazioni su Youtube. Numeri incredibili per un 24enne che canta accompagnato dalla chitarra acustica ma che sa creare atmosfere più funk come Sing (non a caso prodotto da Pharrell Williams) e più romantiche come Thinking Out Loud.

Con Gianna Nannini, superospite della finale del festival, è andata in scena qualche clamorosa incertezza. Se la cover de L'immensità, il classico di Don Backy cantato a Sanremo con Johnny Dorelli, è filato via senza intoppi, su Sei nell'anima la Gianna di bianco vestita è andata fuori tempo un paio di volte: figuraccia perdonata dall'entusiasmo dell'Ariston che le regala una standing ovation.

Infine, degno di nota, Giorgio Panariello che appare nelle vesti (decisamente oversize) di Renato Zero, per poi lasciarsi andare a un monologo che ha messo in mezzo Matteo Renzi, le ministre e i vizi capitali di ieri e di oggi. 

Le tre grazie sono state quelle di sempre con qualche novità: frangetta per Rocio che si commuove sul finale quando è il momento di leggere la letterina che le tre scrivono al conduttore; solita gaffe di Arisa che al momento di presentare Nina Zilli, dopo il videomessaggio augurale di J Ax, ha perso di vista il gobbo e ha rimediato con il suo stile inconfondibile; e solita nostalgia di Emma che più volte ha rimpianto la musica e al momento dell'addio ha ricordato che "Alla fine vince sempre lei, la musica". Che ieri ha incoronato Il grande amore de Il Volo.


Copyright foto: Kika Press

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