Marica Branchesi, chi è l'italiana nella top ten di Nature

Giulia Vola

La rivista Nature ha inserito nella classifica dei 10 scienziati del 2017 l'astronoma italiana Marica Branchesi, il ponte che ha permesso importanti scoperte sulle onde gravitazionali.

Quarant'anni, due figli e un marito tedesco, anche lui fisico, Marica Branchesi vive con la sua famiglia in Italia. © Facebook@Marica Branchesi


Tra le Ten people who mattered this year, le dieci persone più influenti dell'anno elette da Nature, c'è anche l'astronoma italiana Marica Branchesi, l'unica donna in classifica: se non fosse stato per lei, "the merger maker", la creatrice di una fusione come l'ha soprannominata David Liu, biologo statunitense, forse i 3500 scienziati di tutto il mondo ci avrebbero messo molto più tempo a mettere insieme i risultati ottenuti sulle onde gravitazionali che sono valse il Premio Nobel per la Fisica 2017. "Sono stupita - ha commentato, felice, a caldo -, proprio non me l’aspettavo: è un grande onore ma lo considero un riconoscimento per tutti noi che lavoriamo su questa magnifica frontiera della scienza".

Modestia a parte, è anche grazie alla sua osservazione in diretta della fusione di due stelle di neutroni se il 17 agosto scorso è nata una nuova "astronomia multi-messaggeri", che affronta le sorgenti astrofisiche avvalendosi sia dei fotoni, i tradizionali segnali di onde elettromagnetiche, sia dei segnali delle onde gravitazionali. È lei che ha fatto da collante, lei che ha permesso la divulgazione dei risultati, lo scorso 16 ottobre, nell'articolo scientifico che spiegava la scoperta. "È stata la persona chiave che ha messo in comunicazione gli astronomi e i fisici, convincendoli a lavorare insieme" conferma la portavoce di Ligo, la fisica Gabriela Gonzalez della Louisiana State University.  

Marica, 40 anni, di Urbino, madre di due bellissimi bambini, moglie di un fisico tedesco conosciuto al Caltech, il Politecnico della California da cui è rientrata nel 2013 quando le fu proposto "un sogno: potevo coordinare un gruppo tutto mio di ricercatori delle Università di Pisa, Padova e Urbino", oggi è ricercatrice del Gran Sasso Science Institute, nel team della collaborazione Ligo-Virgo e dell'INAF Grawita. Si definisce "un'astronoma che lavora molto bene con i fisici delle onde gravitazionali. La mia mentalità - aggiunge - è quella dell’astronoma che ama l’emozione di aprire le immagini appena prese e capire cosa ci rivelano. Ma ora questo avviene anche con i dati delle onde gravitazionali… alla fine non c’è più una grande differenza tra i fisici delle onde gravitazionali e gli astronomi". Insomma, Marica ha fatto da "ponte", unendo le sponde di un divario che ora non c'è più.

A proposito della sua "abilità diplomatica" ammette che "questo lavoro mi ha permesso di superare molte sfide personali, come parlare davanti ad un pubblico numeroso". Sia come sia, Marica è solo all'inizio di un lungo cammino che è pronta ad affrontare consapevole che "nel comunicare con gli altri ho sempre pensato alla scienza e a come in essa ci siano continui scambi di idee e opinioni diverse prima di trovare la soluzione migliore". Archiviata questa, chissà quale sarà la prossima sfida.

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