Miss Israele, Miss Iraq: il selfie e le minacce di morte

Giulia Vola

Sarah Idan e Adar Gandelsman, rispettivamente Miss Iraq e Miss Israele, si sono fatte un selfie alla finale di Miss Universo: la famiglia di Sarah è stata minacciata di morte.

Sarah Idan e Adar Gandelsman hanno postato il loro selfie su Instagram lanciando un messaggio di pace che non tutti hanno colto. © YouTube


Sarah Idan e Adar Gandelsman sono due Miss che si sono fatte un selfie durante le selezioni di Miss Universo a Las Vegas. Sarah è irachena e vive negli Stati Uniti, Adar Gandelsman, è israeliana. La foto era stata postata al motto di "Peace and Love from Miss Iraq and Miss Israel" e tempestata di cuoricini. La rete, però, non ha gradito. Non tutta, per lo meno, visto che ora la famiglia di Sarah (che ancora vive in Iraq), ha ricevuto minacce di morte ed è stata costretta a lasciare il Paese in fretta e furia.

Complice la decisione di Donald Trump di spostare l'ambasciata americana a Tel Aviv, - scelta che ha scaldato parecchi animi, tra cui anche quello di Bella Hadid - il momento non era propizio per un gesto così tanto ingenuo o coraggioso, perché è sempre una questione di punti di vista.

La maggior parte delle critiche, però, sono riconducibili più che altro al fatto che Sarah ha tempestato l'account con foto che la immortalano in bikini. Ragion per cui, quando la valanga si era ormai staccata, per cercare di mettere a tacere gli haters, le due Miss hanno rilasciato dichiarazioni: "Selfie più foto in bikini insieme hanno creato un caos a casa di Sarah - ha riferito alla tv israeliana Adar Gandelsman -, la gente minacciava che se non fosse tornata in patria e non avesse rinnegato quelle foto e il titolo (di Miss Iraq, n.d.r.), l’avrebbero uccisa". Dal canto suo, ha scritto sui social che "Il mio post non significa che io sostenga il governo israeliano e che accetti le loro politiche nei confronti del mondo arabo". E ancora: "Mi scuso con chiunque consideri il mio gesto dannoso per la causa palestinese - ha sottolineato Sarah -. Il mio era un appello alla pace e alla speranza per la fine della crisi".

Tentativi inutili: i parenti di Sarah hanno fatto le valige e sono spariti nel nulla. Stando a indiscrezioni dell'Independent sarebbero ospitati a da amici o parenti. La provocazione di Sarah, cittadina di un Paese che non ha mai riconosciuto lo Stato di Israele, che nel 1948 ha fatto i conti con 120mila ebrei iracheni in Israele costretti a lasciare il Paese, che ha emanato una serie di leggi antiebraiche e che nel 1967, nel 1973 e nel 1991 si è ritrovato in guerra con Israele, è stata prematura, azzardata. Ma encomiabile.

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