Giornata mondiale dei Diritti dell'Infanzia: cresce la pedofilia

Giulia Vola

Presentati in occasione della Giornata mondiale dei Diritti dell'Infanzia, i numeri dell'Unicef e di Telefono Azzurro evidenziano la crescita di abusi da parte di pedofili e a partire da sexting. 

Si abbassa anche l'età delle vittime di bullismo, con segnalazioni di bambini di 5 anni. © dmitrimaruta/123RF


Il 20 novembre di ogni anno la Giornata Mondiale dei diritti dell'Infanzia costringe gli adulti a fare i conti con la cruda realtà dei diritti dei bambini, più che altro negati. Con il fatto che la violenza uccide 1 bambina ogni 5 minuti e un bambino ogni 7 e con quello che, prima che scocchi la mezzanotte, nel mondo ci saranno 15mila bambini sotto i 5 anni in meno. Uccisi dalle guerre, dalle malattie, dalla povertà. E ancora: con il fatto che 385milioni di minori a stento sopravvivono zittendo la fame e la sete e per 1 su 12 le prospettive sono peggiori rispetto a quelle che avevano avuto i loro genitori. Succede nel mondo, ha calcolato l'Unicef, e succede pure nell'Italia fiaccata dalla crisi economica, dove le famiglie arrancano e lo Stato latita, i minorenni in povertà assoluta sono quasi 1,3 milioni. Bambini che non hanno idea dei loro diritti, bambini rubati alla vita.


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I ladri dell'infanzia hanno volti sfaccettati. L’Osservatorio di Telefono Azzurro e Doxa Kids, che li scandaglia ogni anno, rivela quelli dei pedofili: trecentouno abusi nel 2016, il 3,4% in più rispetto all'anno precedente e su entrambe le linee di ascolto. Al numero 1.96.96 la percentuale è cresciuta del 40%, al 114, dove una vittima di abusi sessuali su due è una bambina non ancora 11enne e oltre una segnalazione su quattro è fatta da un adolescente (28%), la percentuale è aumentata quasi del 10%.

L'indagine rivela anche come le vittime, nativi digitali per definizione, quasi sempre connessi online, vengano spesso adescati in rete. Perché sebbene i giovani percepiscano i rischi di chattare con sconosciuti, gli abusi andati in scena grazie alla tecnologia crescono di anno in anno: le segnalazioni sono passate dal 3,7% nel 2013 al 7,1 nel 2016, le richieste d'aiuto per sexting che si sono trasformate in abusi sessuali sono cresciute dal 15,3% al 21,6%. Ecco perché, sottolinea Ernesto Caffo, presidente e fondatore dell’associazione, "c’è un urgente bisogno di predisporre formazione specialistica per i professionisti che lavorano nel campo dell’educazione, dell’infanzia e dell’adolescenza e di implementare interventi tempestivi e integrati".

A volte poi i minori sono vittime di altri minori, i bulli: nel 2016 il Centro Nazionale di Ascolto telefonico ne ha registrato uno a giorno e, l'aspetto più inquietante è l'abbassamento dell'età, con più di 1 segnalazione su 5 fatta da bambini minori di 5 anni.

E poi ci sono i minori in fuga per il mondo da soli, non accompagnati: secondo i dati Europol, nel 2014 quelli arrivati in Europa erano 23mila, nel 2015 il numero è schizzato a 89mila quelli e di circa 10mila di loro non si sa più nulla. In materia, lo scorso marzo l'Italia ha approvato la legge Zampa per la tutela dei minori stranieri non accompagnati. Sebbene ad oggi la legge non sia ancora stata implementata, è l'unica, in Europa, a voler proteggere un'infanzia rubata, l'ennesima.


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