I diritti dei bambini spiegati ai bambini

Eleonora Chiais

Il diritto ad avere degli amici, a giocare, a stare con mamma e papà, al benessere, alla salute e all'istruzione: ecco come spiegare ai piccoli i 54 articoli della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell'adolescenza.
 

I diritti dei bambini spiegati ai bambini: ecco come festeggiare la Giornata Mondiale dei Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza parlando con i piccoli di casa dei diritti sanciti dalla Convenzione ONU. © Oksana Kuzmina/123rf


Il 20 novembre con la Giornata Mondiale dei Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza il mondo intero guarda ai più piccoli: quale miglior occasione per spiegare - con parole semplici e concetti facilmente comprensibili - ai bambini e alle bambine quali sono i diritti dei quali godono grazie alla convenzione ONU? Ecco qualche consiglio per affrontare questo argomento importantintissimo con semplicità.


La convenzione ONU sui diritti dei bambini

All'uscita da scuola, al parco giochi o durante la merendina pomeridiana si potrà affrontare con i piccini l'argomento del giorno, invitandoli a riflettere su questa giornata importante che è un festeggiamento per loro e per i loro "colleghi" del mondo dell'infanzia. "Lo sai - si potrebbe iniziare - che oggi è la festa di tutti i bambini del mondo?". A questo punto si potrà quindi introdurre l'importanza di questa giornata spiegando che non importa dove si è nati, che lavoro fanno papà e mamma o che scuola si frequenta perché - e questo è un concetto estremamente chiaro per i bambini - tutti i piccoli sono uguali e tutti hanno gli stessi diritti. "Cosa sono i diritti?" potranno chiedere, a questo punto, i giovani interlocutori. I diritti, gli si risponderà, sono un'insieme di cose che si devono poter fare come giocare, andare a scuola, stare con la mamma e il papà, mangiare tutto quello che serve (anche la frutta, la verdura e il minestrone!), vestirsi caldi quando fa freddo e avere un posto accogliente nel quale sentirsi a casa. "Ma è normale!" risponderanno, forse, i bimbi in un moto di innocente spontaneità. "No tesoro" gli si dovrà, purtroppo, rispondere. Tutto questo sembra normale, soprattutto per i bambini più fortunati, ma non tutti i piccini hanno le stesse fortune "in automatico" ed è per questo che un gruppo di signori e signore adulti (che fanno parte di un gruppo che si chiama Organizzazione delle Nazioni Unite) ha deciso di mettere per iscritto tutte queste cose che non devono mancare durante l'infanzia e, almeno fino a quando non si compiono 18 anni. Queste regole scritte si chiamano "Convenzione" e sono in tutto 54.


Diritto al nome, all'amicizia e al benessere 

Si tratta di diritti che hanno tutti uguale importanza e si suddividono, nella Convenzione, in tre gruppi: il primo dice quali sono queste cose che non possono mancare, il secondo spiega ai singoli stati come fare a farli rispettare al meglio e il terzo e ultimo invita tutti (anche, e soprattutto, i bimbi e i ragazzi!) a far sapere a questi signori dell'Organizzazione delle Nazioni Unite cosa ne pensano. "Mamma, papà, mi fate un esempio di questi diritti?". Per esempio, si potrà rispondere a questo punto, c'è il diritto al nome perché quando si nasce ogni bambino deve essere chiamato in un certo modo e deve essere scritto dove è nato (quindi quale è la sua nazionalità). Poi c'è il diritto a non essere trattato in un modo diverso se la pelle è bianca, nera o di un altro colore (così come se si crede in un Dio o in un altro o se si parla una lingua o un'altra, o se si è ricchi o poveri), il diritto ad esprimersi (perché tutti i bimbi devono poter dire cosa pensano), il diritto a conoscere tante persone, giocarci insieme, ad essere protetti e - quando serve - ad essere curati al meglio.

Ma anche i bambini, è questa potrà essere una buona conclusione in questo importante discorso, devono impegnarsi perché tutte le cose che devono poter fare devono essere fatte bene perché non impediscano a qualcun altro di fare lo stesso. Insomma: tutti i bimbi sono importanti e tutti i bimbi si devono aiutare, e devono essere aiutati dai grandi, a ricordarsene. E a ricordarlo agli altri. Grandi o piccini che siano.

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