Lettera di Claudia Zanella: “Io e mia figlia siamo barricate in casa”

Giulia Vola

In una lettera al Corriere, Claudia Zanella manifesta la solidarietà al marito Fausto Brizzi accusato di molestie da un "tribunale mediatico". Costretta a barricarsi in casa con la figlia di un anno e mezzo, mette i puntini sulle i.

Claudia Zanella, moglie di Fausto Brizzi dal 2014 e madre della loro figlia, NIna Penelope. © Kika Press


La lettera di Claudia Zanella al Corriere è l'appello di una donna, una moglie e di una madre travolta dallo scandalo che ha trasformato suo maritoFausto Brizzi nell'imputato di un "tribunale mediatico" e lei e sua figlia Nina Penelope in due recluse: "Sono barricata in casa da 5 giorni e non posso nemmeno portare mia figlia di un anno e mezzo al parco - scrive nelle ultime righe -, perché sotto al nostro portone ci sono giornalisti e paparazzi a qualsiasi ora del giorno e della notte. Anche questa può essere considerata violenza sulle donne: in questo caso io e mia figlia".

Mettendo da parte la stringatezza con cui aveva liquidato le accuse che bollavano il marito come l'Harvey Weinstein come "voci", e le voci di una crisi tra i due che il settimanale Oggi aveva anticipato prima che si scatenasse il pandemonio, Claudia è un concentrato di solidarietà verso il marito: "Mi addolora molto ascoltare le accuse che sono state rivolte a Fausto in questi giorni perché non corrispondono in nessun modo alla persona che conosco, pur nutrendo il massimo rispetto per le donne che si sono sentite ferite". A chi condanna il silenzio di Brizzi dopo il servizio de Le Iene, risponde che "mio marito ha ribadito, più volte, di non aver mai avuto rapporti non consenzienti". E poi sottolinea: "In questo momento gli sono vicina perché così avviene tra una moglie e un marito quando si affrontano periodi difficili".

Claudia, moglie di Fausto dal 19 luglio 2014 quando si sposarono sotto un capannello sulla spiaggia di Sabaudia, chiede rispetto, buon senso e senso civico: "Se mio marito ha avuto rapporti con altre donne nel corso del nostro matrimonio, voglio parlarne da sola con lui, nel nostro privato, come è giusto che sia. Devo capire se come moglie mi ha mancato di rispetto". Lo esige perché "queste accuse formulate in tv, nei salotti televisivi di trasmissioni di gossip, senza nessuna garanzia, possono distruggere la carriera di un uomo, il suo matrimonio e la sua esistenza" e lo pretende non solo per se stessa ma anche perché "sono madre di una meravigliosa figlia femmina, e devo esserle di esempio".

E lei, un "essere umano profondamente rispettoso del prossimo", chiede anche onestà intellettuale. Lo fa ripercorrendo la sua carriera di attrice, iniziata quando aveva 11 anni. Oggi, 38enne, ammette di aver sentito di tutto: "racconti di molestie di produttori su attori e attrici, abusi di potere da parte di registi e casting (uomini e donne), avance ricevute poco gentili e decisamente fuori luogo" e anche di aver "conosciuto attori e attrici alla ricerca di notorietà a tutti i costi".

Ecco perché ci tiene a distinguere i piani che un conto sono gli abusi, un altro le avances sgradite e lancia una stoccata che ricorda quella di Monica Bellucci, la collega scesa in campo per difendere il regista Giuseppe Tornatore accusato da Miriana Trevisan: "davanti alla violenza o all’abuso dobbiamo correre dai carabinieri e denunciare; davanti ad un approccio non gradito, invece, dobbiamo rispondere con un secco ‘no’, e andarcene, come ho fatto io stessa molte volte in questi anni nell’ambiente del cinema, della televisione e della moda".

Immaginando le repliche di chi tace per paura di compromettere la carriera, scrive che "Si può e si deve dire di NO davanti a una avance di un produttore o di un regista importante, se questo non ci piace. Perché la carriera si costruisce con il talento, lo studio, l’impegno, non a letto".

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