Jennifer Lawrence: agli Elle’s Women denuncia i “degradanti” provini

Giulia Vola

Dal palco degli ELLE Women in Hollywood Awards, Jennifer Lawrence racconta di quando le dissero sei "perfettamente scopabile". Poi è il turno di Reese Witherspoon, molestata più volte. 

Jennifer Lawrence ha raccontato di quando veniva esaminata seminuda, quando le chiedevano diete impossibili per poi dirle "sei perfettamente scopabile". © Kika Press


Lo scandalo di Harvey Weinstein ha aperto il vaso di Pandora. L’ultima ad aver dato voce ai mali subiti è Jennifer Lawrence l'attrice che, all’indomani delle rivelazioni del New York Times, aveva ringraziato il coraggio delle donne “nell'uscire allo scoperto”. Ebbene, graziata dal Re di Hollywood - con cui ha lavorato “cinque anni fa e non ho subito alcuna forma di molestia né sono stata a conoscenza di questi atteggiamenti” - la Lawrence ha trovato la forza per raccontare le "degradanti umiliazioni" subite all’inizio della carriera. Lo ha fatto nel cuore di Hollywood, al Four Seasons di Beverly Hills, durante gli ELLE Women in Hollywood Awards. Non ha fatto nomi ma non ha nemmeno lesinato dettagli.

Ai tempi, ha raccontato l’attrice, aveva 18 anni. Fu chiamata da una produttrice che la dispose insieme alle candidate in fila, seminuda: “mi ha messa a confronto con altre cinque ragazze, molto più magre di me, quasi nude. Avevamo appena le parti intime coperte. Alla fine la produttrice mi ha detto che, come ispirazione della dieta, avrei dovuto guardare le mie foto nuda. E il regista di quel film mi chiese se volessi far parte di un film porno e altre cose troppo inappropriate per poter essere raccontate in questo contesto”. Di nero vestita, imperturbabile, la Lawrence ha aggiunto che le diedero due settimane per perdere 7 chili e che “una ragazza prima di me era stata licenziata per non aver perso peso abbastanza in fretta”.

Non sapendo come fare, chiese al produttore di discutere il “regime alimentare troppo irrealistico, e mi rispose che non capiva perché gli altri mi trovassero grassa. Per lui ero perfettamente scopabile”. Amareggiata ma impotente, consapevole che “non avrei potuto far licenziare nessun capo", la Lawrence permise "che mi trattassero così. Sentivo di doverlo fare per la mia carriera. Ero giovane e non volevo sembrare una tipa difficile, ma mi ritenevano così, e credo mi definissero ‘un incubo’. Non volevo fare la parte della spiona, né raccontare storie imbarazzanti ai giornali. Volevo solo una carriera”. Una carriera che poi è arrivata, senza il bisogno di scendere a compromessi, anche se, ammette, “sto ancora imparando che non devo sorridere quando un uomo mi mette a disagio. Mi rendo conto ora solo adesso che ero in trappola”.

Anche Reese Witherspoon ha trovato la forza per denunciare le molestie subite. © Kika Press

Come si è sentita in trappola (più di una volta) anche Reese Witherspoon, l’attrice 41enne che, dallo stesso palco, per la prima volta, ha trovato la forza per sollevare il velo sul suo passato, perché le donne che hanno denunciato Weinstein “mi hanno fatto venire voglia di parlare, e di farlo forte, perché mi sento meno sola questa settimana di quanto mi sia sentita in tutta la mia carriera”. Ebbene, ha dichiarato, “anche io ho le mie brutte esperienze che in questi giorni sono tornate molto nitide nella mia mente, e che mi rendono difficile dormire. Trovo difficile pensare e comunicare molti dei sentimenti che ho avuto, come l’ansia, il senso di colpa per non aver parlato prima”. Quel che è certo è che “provo vero disgusto per il regista che mi ha molestato quando avevo 16 anni, e rabbia per gli agenti e i produttori che mi hanno fatto capire che il silenzio era la condizione per trovare lavoro”. Il peggio, però, viene dopo: “vorrei potervi dire che è stato un episodio isolato nella mia carriera, ma purtroppo non lo è stato. Ho avuto diverse esperienze di molestie e di aggressioni sessuali, e non ne parlo molto spesso”. Una vera Big Little Lies che ora è venuta allo scoperto, in attesa che il vaso di Pandora ne faccia emergere altre.

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