Me Too: Alyssa Milano dà voce alle vittime di molestie sessuali

Giulia Vola

Lo scandalo di Harvey Weinstein sbarca sui social: Alyssa Milano lancia l'hashatg Me Too invitando le donne vittima a condividere lo status per restituire la portata del problema. 

Alyssa Milano, star di Streghe, ha invitato le donne vittime di violenza a farsi sentire. © Kika Press


Gli echi dello scandalo che ha travolto Harvey Weinstein si trasformano in cinguettii social in grado di restituire la voce alle silenziose vittime di molestie. Raccolte negli hashtag in tutte le lingue - #quellavoltache, #balancetonporc,  #WomenBoycottTwitter e #Me Too, lanciato dall’attrice Alyssa Milano - le confessioni delle donne ordinarie confermano e sottoscrivono quelle delle dive uscite sul New York Times, sul The New Yorker, sul The Guardian, sul Daily Mail e su Variety.

Perché non c’è solo il (molesto) casting couch, il casting sul divano, da cui il produttore ha cercato di far passare decine di attrici agli albori, pratica simbolo di un’era al capolinea, come ha sancito l’Academy Award nella lettera in cui ha espulso Weinstein dall’organizzazione che assegna le statuette. Ogni giorno, in tutto il mondo, ci sono migliaia di donne che subiscono avance non gradite, che sopportano violenze psicologiche che sfiorano quelle fisiche e abusi di potere che sfiancano il quotidiano.

Denunciare tutto ciò è faticoso per tanti motivi, il più triste dei quali è il victim blaming, quell'abitudine (tanto) social a colpevolizzare le vittime, di cui Asia Argento, in questa vicenda, è la capofila. Si è raccontata al The New Yorker (che l’ha contattata durante l’inchiesta), ci ha messo la faccia, ha convinto molte colleghe a farsi avanti e ha contribuito a creare il caso. Peccato che non tutti (e soprattutto non tutte) si siano allineate dalla sua parte. Ecco perché, dopo una lunga intervista a La Stampa in cui spiegava il suo disappunto, ha postato su Instagram un dito medio: “è per quegli italiani - ripeto: italiani, che accusano di essermi cercata la violenza subita da ragazza perché non sono scappata e perché non ho denunciato prima. È colpa di persone come voi se le donne hanno paura di raccontare la verità. Dal resto del mondo ricevo solo parole di solidarietà e conforto, nel mio paese vengo chiamata troia. Vergognatevi, tutti. Siete dei mostri”.

A rimediare la beffa dopo il danno ci ha pensato Alyssa Milano, la star di Streghe. “Un amico - scrive su Twitter - mi ha suggerito: se tutte le donne vittime di molestie scrivono Me Too nello status, potremmo restituire al mondo la portata del problema in tutto il mondo”. Detto fatto: le testimonianze sono già decine di migliaia, alla faccia di chi, invece di comprendere, giudica e di chi, invece di contribuire a migliorare la società si crede migliore e sguazza nei drammi altrui. Rivelandosi della peggior specie.


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