Noa Jansma: dearcatcallers, il profilo per denunciare le ordinarie molestie

Giulia Vola

Dearcatcallers, l'account Instagram creato dalla 21enne Noa Jansma per denunciare "l'oggettificazione delle donne", importunate per strada. Dopo un mese di selfie passa il testimone. 

#dearcatcallers "Hey meisje, waar ga je naartoe?" ~"naar huis" ~ "Mogen we mee? Waar woon je? Denk dat wij wel leuke dingen samen kunnen doen"

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Ventiquattro post, 54mila e passa follower: è #dearcatcallers, il profilo Instagram creato dalla 22enne olandese Noa Jansma, una che i selfie se li fa per strada, non certo per vanità. A nutrire quella ci pensano i “catcaller”, quelli che fischiano per strada, uomini per nulla graditi alle donne. Al punto che lei, fingendo di dargli corda, li denuncia, decisa a creare un vero e proprio progetto artistico: l’immortala con lo smartphone e poi li sbatte in prima pagina. Social, naturalmente.

Tanto per capirci: in uno si vede Noa in primo piano e un tizio in un auto, col finestrino abbassato. “Ehi bella ragazza, dove stai andando?”. “A casa”. “Viviamo insieme? Dove vivi? Lo sai che possiamo fare cose divertenti insieme?”. In un altro il molestatore è a piedi, dietro di lei: "sexy girl, dove stai andando? Posso venire con te?”. In un altro ancora posa a braccetto dopo aver lanciato fischi, “psssssst” e bacetti. Poi ci sono quelli dove il catcaller posa facendo il segno di vittoria, o alzando il pollice. Tipo: "Hey bellezza, perché sei triste?”. “Non sono triste”. “E allora perché non mi sorridi? Sei troppo bella per essere triste”.

Insomma, il leit motiv è sempre lo stesso, al ritmo di “Bonita”, “ciao bella”, “tesoro” e proposte più o meno spinte quello che milioni di ragazze, tutti i giorni, ovunque nel mondo, sono costrette a subire per strada, sui mezzi pubblici - come dimenticare lo scatto sulla metro di Parigi dall'attrice Camille Regnier -, nei locali. E guai a lamentarsi, perché “che male c’è ad apprezzare?” Niente, non fosse che si tratta di persone, donne, e non un paio di scarpe esposte in vetrina, tanto per dire un oggetto qualsiasi.

Ecco perché, dopo aver documentato la sua realtà per un mese di fila con “l'obiettivo di aumentare consapevolezza sull'oggettificazione della donna nella vita di tutti i giorni. Visto che molte persone ancora non si rendono conto quanto spesso e in che situazioni avvengono le molestie per strada”, ora Noa per mostrare che si tratta di un fenomeno globale e che questo progetto artistico non è solo su di me, passo il testimone di questo account alle donne di tutto il mondo. Ci vorrà del tempo, quindi stay tuned”.

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