Bambino annegato in piscina: tragedia a Lamezia Terme

Giulia Vola

Antonio Cavalieri, 18 mesi, è annegato nella piscinetta nel cortile di casa, a Lamezia Terme: la magistratura ascolterà i genitori per chiarire eventuali responsabilità.

Un attimo di distrazione dei genitori è bastato a scatenare la tragedia consumata a Marinella Cafone, località di Lamezia Terme. © Krzysztof Grzymajło/123RF


Giocava in cortile, erano le 16,30 del 30 agosto. Aveva 18 mesi e si chiamava Antonio Cavalieri. Forse è scivolato, forse qualcosa che galleggiava l’ha attratto. È bastato un attimo e quella piscinetta gonfiabile dove tante volte avrà fatto il bagno in quest’estate infuocata, si è trasformata nel teatro di un dramma. Antonio è morto annegato.

Siamo a Marinella Cafarone, località di Lamezia Terme, provincia di Catanzaro, a pochi chilometri dal mare e la tragedia che ha colpito due giovani genitori mozza il fiato. Perché si sa: bastano pochi centimetri per annegare e basta un attimo per trasformare un pomeriggio come tanti in un incubo.

L’incubo che stanno vivendo loro, mamma e papà, che per il resto della vita faranno i conti con una maledetta distrazione che li ha allontanati dal piccolo che ora non c’è più. Perché un attimo prima Antonio gorgheggiava felice, un attimo dopo i genitori in preda al panico lo tiravano fuori dalla piscina, un attimo dopo ancora gli uomini del 118 cercavano di rianimarlo, senza riuscirci.

A questo punto tocca alla magistratura ricostruire i fatti, passo per passo, per accertare eventuali responsabilità del padre e della madre, ora sotto shock. Il loro racconto chiarirà quello che è successo dando forma a questa tragedia, che ha reso reale in un istante la paura più profonda di tutti i genitori, una di quelle cose che si pensa capitino sempre agli altri, sempre altrove. E invece basta un attimo e non lo si ripete e non lo si ricorda mai abbastanza.

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