Bimba rapita in Francia: sommozzatori alla ricerca di Maëlys

Giulia Vola

I sommozzatori sono al lavoro nelle acque nel lago di Aiguebelette frequentato dal 34enne arrestato per il sequestro di Maëlys De Araujo.


[Aggiornato il 06/09/2017 alle ore 18.10] Ora la cercano i sommozzatori, nelle acque del lago di Aiguebelette, nella Savoia, poco distante dalla casa di Nordhal L., il 34enne arrestato che, proprio lì, si recava spesso per portare a passeggio i suoi cani. Il rapimento di Maëlys De Araujo, 9 anni, scomparsa all'alba del 27 agosto, durante un ricevimento di nozze nell'Isère, potrebbe risolversi in un tragico epilogo.

Nordhal L., ex militare di Domessin, a una manciata di chilometri da Pont-de-Beauvoisin, il luogo della scomparsa, era stato fermato quasi subito dagli investigatori. L'avevano interrogato, si era contraddetto più volte ma alla fine l'avevano rilasciato. Domenica 3 settembre, una settimana dopo la scomparsa di Maëlys la polizia l'ha infine arrestato per "rapimento, sequestro o detenzione arbitraria di un minore di 15 anni": la scientifica ha trovato tracce del Dna della piccola nella sua auto.

Diversi, inoltre, gli indizi a suo carico: interrogato, il 34enne amico dello sposo, ha ammesso di aver fatto salire la bambina sulla sua auto ma solo per farle vedere il cane; incalzato, ha ammesso di aver lasciato la festa di nozze ma solo per andarsi a cambiare i pantaloni sporcati da una macchia di vino. A proposito di quei graffi sulle braccia, invece, ha tirato in ballo la raccolta di mirtilli mentre quando è stato messo di fronte alla prova più schiacciante, il Dna trovato su un pulsante del cruscotto e al fatto che domenica mattina, dopo la festa, ha portato la vettura a lavare, si è giustificato dicendo che "aveva intenzione di venderla". Per il resto si è sempre dichiarato innocente.   

La madre lo difende, "mi ha giurato che non c'entra nulla", riporta intervistata dai media d'Oltralpe. "Ha giocato nella sua auto - aggiunge la donna -, sono tracce minime, fossero importanti capirei. Lui non sarebbe in grado di fare una cosa simile, non è un mostro". Gli investigatori hanno perquisito l'abitazione dove il 34enne vive con i genitori ma non è emerso nulla di rilevante.

Lo difende anche un'amica, che al quotidiano Le Parisien lo descrive come una "persona solida", uno su cui "si può contare", uno sempre "presente". Di certo lei, che lo conosce da più di dieci anni, per lui c'è stata: "È a casa mia che è venuto a rifugiarsi quando è stato liberato" ha spiegato facendo riferimento al primo fermo. Infine, ammette: "voglio credere che sia vittima di un terribile malinteso. In caso contrario, non so cosa gli possa essere successo".

Sia come sia, dall'alba del 27 agosto, di lei, Maëlys De Araujo, occhi e capelli castani, 1 metro e 30 per 28 chili, vestita con un abito bianco senza maniche, non si hanno notizie. I fatti: la mattina di sabato la famiglia De Araujo si agghinda per le nozze del cugino della mamma e lascia Mignovillard, il paese nello Jura vicino al confine svizzero e trecento chilometri dopo arriva in quello dell’Isère, Pont-de-Beauvoisin.

Come va spesso in questi casi, a un certo punto della sera i piccoli sono andati a nanna mentre i genitori hanno continuato continuano a fare festa, nel salone di sotto. Verso le 3 del mattino la mamma è salita in camera: Maëlys non c'era più, allora è corsa di sotto, il dj ha spento la musica e lanciato l’allarme, tutti si sono messi a chiamarla, a cercarla, ma nulla. Alle 3.57 è arrivata la polizia.

Un elicottero ha perlustrato la zona, centinaia di agenti a terra hanno setacciato il paese e i boschi che lo circondano, gli uomini rana si sono tuffati nelle acque dei fiumi e delle fogne, tre cani addestrati hanno fiutato il suo odore nel parcheggio dove si trovavano le auto degli invitati però, di lei, non c’è traccia.

Mentre il 34enne è sotto il torchio degli inquirenti, le ricerche proseguono. Ogni minuto è prezioso, ogni minuto è più pesante di quello prima.

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