Gravidanza trans: Trystan Reese, il papà che ha partorito

Giulia Vola

Trystan Reese, transgender di Portland sposato con Biff Chaplow, ha partorito Leo, il primo figlio biologico della coppia che ha già adottato due figli.

Trystan Reese si è sottoposto alla terapia ormonale ma non ha mai modificato il suo corpo di donna. © Facebook@Biff and I


La prossima volta che qualcuno ti dice che gli uomini non possono avere bambini mostragli questo video, perché io l’ho fatto”. Parola di Trystan Reese, transgender di Portland, che alle 20.22 del 15 luglio ha partorito il piccolo Leo e allargato la famiglia creata con Biff Chaplow, suo marito. “Abbiamo già due bambini - spiega Biff, alludendo a Riley e Hailey, i figli della sorella che dal 2011 è alle prese con qualche problema di droga - li abbiamo adottati, sono delle persone davvero favolose”. Da oggi hanno anche il loro primo figlio biologico di cui occuparsi.

Un neonato partorito dal corpo della sua mamma che però sarà uno dei suoi due papà: perché sebbene Trystan sia nato in un corpo di donna, anni fa ha intrapreso la transizione ormonale verso il sesso opposto: gli è cresciuta la barba, gli è cambiata la voce ma l’apparato riproduttivo è rimasto quello che era, perfettamente in grado di portare a termine una gravidanza. “I trans - raccontava qualche mese fa - sono nati nei corpi sbagliati e odiano questa cosa. Io, invece, non ho mai sentito il bisogno di cambiare il mio corpo, non lo odio. Per me, anzi, è un dono essere nato in questo corpo”. Un dono che gli ha fatto il regalo più bello del mondo, Leo.

A lungo atteso - un anno fa ha subito un aborto spontaneo alla sesta settimana - e a lungo documentato nella pagina Facebook Biff and I (Biff ed io) dove la coppia ha raccontato a un pubblico di 15mila utenti la dolce attesa, le gioie e i dolori degli "uomini incinti”, Leo ha già abbattuto diversi muri ancora prima di nascere. Perché Trystan e Biff hanno risposto attraverso dirette e post a tutte le domande degli utenti contro ogni pregiudizio e discriminazione. In tanti gli hanno chiesto “come ho trovato dei vestiti adatti alla gravidanza”. A tutti ha mostrato come era costretto a conciarsi per mascherare il pancione prima di uscire di casa, vestendo strati su strati. Perché nonostante il loro sorriso coraggioso, non è stato facile. Né lo sarà, ma tanto non lo è mai e ora è il tempo della gioia. Ora è tempo di sentirsi “completely over the moon”, sulla Luna.

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