Khulood: rilasciata la modella che passeggia in minigonna

Giulia Vola

Arrestata per una passeggiata in minigonna, la "modella Khulood" è stata rilasciata dalla polizia di Ryad: non ha postato lei il video. Il piccolo grande passo in avanti dell'Arabia Saudita.

In Arabia Saudita vige la sharia: le donne devono indossare l'abaya, il lungo vestito nero che lascia scoperti solo gli occhi. © YouTube


Chiunque si celi dietro la "modella Khulood", con quella brevissima passeggiata in minigonna e top al Forte di Ushaiqer, ha fatto fare al Paese un grande passo verso i diritti delle donne. Perché la polizia, dopo averla vista in quei tre video "discinti" di una manciata di secondi l'uno postati su Snapchat che la mostrano tra le dune, al volante di un auto e tra le rovine di uno dei luoghi storici più noti dell’Arabia Saudita, l'ha cercata, trovata, arrestata per "oltraggio alla morale pubblica", incarcerata a Ryad e interrogata per ore. Poi l'ha rilasciata senza nemmeno farle una multa. Il giudice ha creduto alla sua versione - non sapevo di essere filmata né ho postato io il video - e ha chiuso il caso, come ha dichiarato il ministero dell'Informazione di Ryad.

Annuncio che ha lasciato di stucco sia quelli che avevano invocato una severa punizione e il ripristino dei pieni poteri all’Haya - il Comitato per la difesa della virtù e la prevenzione del vizio ridimensionato dal principe Mohammed bin Salman - sia quelli che avevano lodato il suo coraggio. Sempre più diffuso, negli ultimi tempi, nell'Arabia Saudita dove vige ancora la sharia, che nega alle donne la patente, il passaporto e impone d’indossare l’abaya, il lungo abito nero che lascia scoperti solo gli occhi, pena la fustigazione. Vedi la sfida della studentessa Malak al Shehri, lo scorso dicembre, che su Twitter aveva postato una foto a volto scoperto.

Il fatto è che la modernità dell'Arabia Saudita, dove oltre la metà della popolazione è under 25, non è solo più una peccaminosa tentazione ma più che altro un'esigenza. Soprattutto alla luce di Vision 2030, l'ambizioso programma di riforme economiche lanciate dal principe 31enne Muhammad ben Salman per sganciare il Regno dalla dipendenza dal petrolio a vantaggio di un'industria avanzata e servizi. Perché decolli servono anche le donne che, ad oggi, sono solo il 22% della forza lavoro.

A proposito, “sconvolto da commenti tanto rabbiosi”, lo scrittore e filosofo Wael al-Gassim era intervenuto nel dibattito scatenato dalla notizia dell'arresto: “Pensavo che si fosse fatta esplodere o avesse ucciso qualcuno - ha scritto -. Invece aveva solo indossato una minigonna. Mi chiedo come la Vision 2030 possa aver successo se viene arrestata”. Il fatto che sia stata rilasciata senza nemmeno una multa è davvero un gran risultato. Segno che il Regno dove le donne votano dal dicembre 2015 ed escono di casa da sole dal maggio 2017 ha imboccato una nuova direzione facendo di necessità virtù.

Vedi anche

Annunci Google

Nessun commento per il momento.