Solvi Stubing: addio a "Chiamami Peroni sarò la tua birra"

Giulia Vola

Solvi Stubing, indimenticabile protagonista dello spot Peroni, è morta a 76 anni nel suo appartamento romano. Criticata dalle femministe ha difeso le donne alla Commissione europea. 

"Chiamami Peroni, sarò la tua birra", lo spot di Armando Testa che consacrò Solvi Stubing al grande pubblico. © YouTube


Si chiamava Solvi Stubing ma nel piccolo schermo, negli anni Settanta del Carosello, ammiccava al motto di “Chiamami Peroni sarò la tua birra”. Nata a Berlino il 19 gennaio del 1949, l’attrice è morta nel suo appartamento romano, il 3 luglio del 2017, a 76 anni.

Bellissima, biondissima, con gli occhi verdi e un fisico perfetto, Solvi ha iniziato la sua carriera nella Germania dell’Est recitando in una serie di film di cassetta tra gli anni Sessanta e Settanta per poi trasferirsi in Italia ed essere consacrata al grande pubblico grazie alla pubblicità. La adescò l’agenzia di Armando Testa vestendola di quella sottile ironia che montò il desiderio tra gli italiani e tanto fece arrabbiare le femministe radicali che di ironico non ci vedevano proprio nulla. 

Sia come sia lei non si è tirata indietro e dopo essere diventata “la tua birra”, finì sulla copertina dell’edizione italiana di Playmen e Playboy e, nel frattempo, ha proseguito la sua carriera di attrice recitando anche in Il Casanova di Federico Fellini, diretta dal Maestro e in L'ingorgo - Una storia impossibile, da Luigi Comencini.

Negli anni Ottanta si appassiona alla politica e lei, donna icona del desiderio degli uomini bistrattata dalle femministe, sotto il governo guidato da Bettino Craxi, diventa membro della Commissione delle donne europee. Una carriera che, a dispetto delle aspettative delle sue detrattrici, la porta a rappresentare i diritti di genere a Bruxelles e che, nel maggio 2004 la induce a candidarsi al Parlamento europeo nelle liste di Alleanza Nazionale.

Gli anni Ottanta, però, sono anche quelli in cui, a Porto Ercole, sposa Raffaele Mallucci, il produttore con cui ha detenuto fino alla morte una quota rilevante dell'Isvema, la società di produzione che stampa anche alcuni dei rotocalchi di settore più noti: da  Ciak si gira a Cinerama, passando per Cinemondo, Cinema mio e Cinerubrica.

Nel 2006 Solvi torna al cinema con Il punto rosso, diretta da Marco Carlucci, in un film indipendente che racconta un Paese stanco, dove l’economia ristagna, la politica delude e più che di fatti discute di idee. Poi si ritira a vita privata, fino al 3 luglio di undici anni dopo, quando la morte ha chiuso gli occhi della donna che, per tutti, resterà “la tua birra”.


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