Palermo, bimba in ospedale per maltrattamenti: arrestata la madre

Giulia Vola

Arrestata per maltrattamenti e lesioni gravi la madre delle due bambine di 18 mesi e 2 anni e mezzo ricoverate all'ospedale di Partinico, in provincia di Palermo. 

La madre della bimba ha 21 anni, precedenti per droga, sospetti problemi psichiatrici e un'altra figlia. Il padre è un pregiudicato che non ha riconosciuto le figlie. © Sebnem Ragiboglu/123RF


Ha 21 anni, precedenti per droga, presunti problemi psichiatrici, è incinta del terzo figlio e ora è detenuta in carcere accusata di maltrattamenti e lesioni gravi nei confronti delle altre due figlie. Una bimba di 18 mesi e un'altra di due anni e mezzo.

La storia di ordinario degrado familiare è emersa a Partinico, in provincia di Palermo, nel pomeriggio di domenica 25 giugno, quando la madre della giovane donna si presenta al pronto soccorso con la sua nipotina di 18 mesi. Non appena i medici hanno visto le condizioni in cui era ridotta la bimba - con tagli, morsi, lividi ed escoriazioni ovunque e in stato di semi incoscienza -, l’hanno trasferita d’urgenza all’ospedale Di Cristina di Palermo e poi, sospettando maltrattamenti, hanno avvertito i Carabinieri. I quali, dopo aver ricostruito il quadro familiare "anche grazie al contenuto delle testimonianze rese da numerose persone informate sui fatti, che hanno assistito a diversi episodi di violenza, sia fisica che psicologica, nei confronti delle bambine in arco temporale significativo ben più ampio del mese di giugno 2017”, hanno arrestato la giovane madre.

Che, secondo quanto è stato ricostruito, la sera prima del ricovero, ha "percosso reiteratamente la figlia, facendo sì che la stessa impattasse violentemente con il viso sul pavimento, nonché contro alcuni infissi dell’appartamento in maniera tale da cagionarle le significative lesioni successivamente refertate dai sanitari". A carico della 21enne pendono anche le accuse di lesioni e maltrattamenti nei confronti della primogenita, una bimba di 2 anni e mezzo che all’ospedale ci era finita due settimane prima, sempre accompagnata dalla nonna, per due fratture scomposte ai polsi e un trauma facciale. Anche in questo caso, sempre secondo le ricostruzioni degli inquirenti, la madre si era opposta all'intervento dei sanitari "perché timorosa delle possibili iniziative che le Autorità avrebbero potuto prendere dopo aver constato lo stato di salute complessivo in cui versava la stessa".

A indurre le misure cautelari non sono stati solo gli episodi gravissimi di violenza ma anche "le condizioni igienico-sanitarie scadenti" in cui vivevano le due sorelline, sballottate tra la casa della nonna a Balestrate e quella di mamma e papà (un pregiudicato agli arresti domiciliari che non ha riconosciuto nessuno dei figli nati dalla compagna) nel particinese. Una casa popolare dove si viveva in 5, alla giornata, senza un reddito fisso.

Seguita da Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell'ospedale pediatrico Di Cristina di Palermo, la piccola migliora mentre la più grande è stata affidata alla nonna in attesa dell'intervento dell'autorità giudiziaria.

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