Domenico Diele ai domiciliari: andrà a casa della nonna

Elena Bianchi

Dopo 12 giorni di attesa sono arrivati i braccialetti elettronici che permettono il trasferimento agli arresti domiciliari di Domenico Diele, l'attore accusato di omicidio stradale. 

Domenico Diele, 32 anni, ha provocato la morte di Ilaria Dilillo, 48 anni in un incidente.


Il braccialetto elettronico è arrivato e dopo 12 giorni di attesa, recluso nel carcere di Salerno-Fuorni, Domenico Diele potrà finalmente essere trasferito a casa della nonna, a Roma, dove trascorrerà gli arresti domiciliari disposti dal gip di Salerno, Fabio Zunica. Accusato dell'omicidio stradale che ha causato la morte della 48enne Ilaria Dilillo e risultato positivo al narcotest per cannabis e oppiacei, Diele - l’attore noto per le sue interpretazioni in Don Matteo, Acab, 1992, 1993 e In Treatment - può finalmente lasciare il reparto Transiti del carcere.

"Lo so, pagherò tutto", mormorava a Fulvio Martusciello, l'europarlamentare di Fi che era andato a fargli visita in carcere qualche giorno fa. Dove tra astinenza da eroina e senso di colpa per aver spezzato una vita, Diele viveva e riviveva il suo incubo: "Soprattutto quando sto al buio, in cella - raccontava - risento la scena dell'impatto. Continuamente mi tormenta il fatto che su quell'autostrada, dov'era tutto scuro, io non ho visto quella donna".

Non l'ha vista, Ilaria, lei che nella notte tra il 23 e il 24 giugno, nei pressi dell’uscita dell’autostrada di Montecorvino Pugliano viaggiava sul suo scooter verso casa, dopo una serata con le amiche. Non l'ha vista perché distratto dal cellulare o forse dal display del cd e con la sua Audi A3 lanciata a 140 chilometri all'ora l'ha travolta e uccisa sul colpo. Tra i primi ad essere accorsi sul luogo è arrivato Ferdinando Giordano, ex concorrente del Grande Fratello 11, "Non ho riconosciuto chi fosse, in quei momenti pensi ad altro - ha raccontato - Vedevo solo che piangeva e diceva quasi tra sé e sé: ‘Cosa ho fatto, ho fatto una cazzata’”. E aggiunge, “a me sembrava disperato, diceva qualcosa, pare che si fosse distratto per colpa del cellulare”.

Una tragedia che non doveva accadere perché Domenico Diele non avrebbe dovuto guidare: la sua patente era stata sospesa il 6 dicembre scorso per un anno per problemi di droga. Non solo: l'assicurazione dell'auto era pure scaduta. Dettagli che, come evidenziava il gip, aggravano la sua posizione: "Diele ha agito in spregio delle più elementari norme di prudenza (...) peraltro violando in maniera palese le ulteriori previsioni del codice della strada in tema di rispetto della distanza di sicurezza e di obbligo di tenere una velocità adeguata alle condizioni della strada, e alla necessità di compiere manovre utili a evitare incidenti”. Concludendo che si tratta di un indagato “dalla non trascurabile pericolosità sociale”, “rivelatosi più volte insofferente alle regole” e “la cui consuetudine con gli stupefacenti era già emersa in diverse precedenti occasioni”.

Lui, dal canto suo, spiega che lo strappo alla regola è stato fatto per partecipare al matrimonio di una cugina in Calabria, "e l’unico modo per esserci era andare e tornare in macchina nella stessa giornata. Ho soltanto il lavoro, e se da questa vicenda uscirò con la carriera distrutta non avrò più nemmeno quello”.

Magro e deperito, lottava con le immagini impresse nella memoria: "Mi vengono incontro quelle immagini, anche se non ci capisco niente. Io resto convinto, l'ho detto e ridetto alla polizia e al giudice, che non c'entrava la cannabis, non c'entra la roba che avevo assunto giorni prima. C'entra la maledetta assurda circostanza che mi sono forse chinato a vedere un cd sul display". Sia come sia, la magistratura farà le sue indagini, nel frattempo non gli resta che lanciare un messaggio, ai giovani: "Non fate come me. Non pensate che la droga sia una cosa da niente. Anche se io so che l'incidente maledetto non è successo per quello". Se non ci fosse stata la droga di mezzo, però, forse ora non avrebbe un braccialetto elettronico al polso.

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