Debora Serracchiani: "lo stupro più inaccettabile" scatena il caos

Giulia Vola
La frase di Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia, sugli stupri "più inaccettabili" se commessi dai profughi ha scatenato un putiferio. Saviano: "la candidi Salvini".
 
Debora Serracchiani ha incassato il disappunto di tutti, anche dei suoi colleghi di partito.
Dividere gli stupri in categorie come “più accettabile” e “meno accettabile” è senza dubbio inaccettabile. Debora Serracchiani, presidente del Friuli Venezia Giulia, lo sta imparando sulla sua pelle, dopo essere finita al centro di una polemica furibonda per una dichiarazione quanto meno incauta: “La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre - ha detto durante un convegno di Confcooperative a Udine -, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese”.
 
L'infelice battuta della Serracchiani, esponente del Pd, fa riferimento a un tentativo di violenza il cui responsabile sarebbe un cittadino iracheno residente a Trieste che ha presentato richiesta d’asilo in Italia. Ebbene, non appena la frase della governatrice friulana ha cominciato a circolare e poi a rimbalzare da una bacheca social all’altra - come per altro era prevedibile - nessuno ha provato a giustificarla. 
 
Nemmeno dentro al suo partito: nove consiglieri Pd del Comune di Milano hanno preso le distanze, dicendosi “sconcertati” per la frase, tanto più pronunciata da una donna: sarebbe “più socialmente e moralmente accettabile - domandano con sarcasmo - la violenza di un compagno, di un amico, di un marito, un vicino di casa, un compaesano? La violenza è sempre inaccettabile e non si pesa”. A ruota ha preso le distanze anche il senatore Pd Francesco Russo.
 
Severissimo il commento dello scrittore Roberto Saviano, che ha invitato Matteo Salvini a imbarcare la governatrice nelle sue liste: “Salvini saluta l'ingresso di Serracchiani nella Lega. Spero la candidi lui: se lo fa ancora il Pd, vuol dire che il Pd è diventato la Lega”. Infine, a conferma del fatto che l’etica è un’arma politica soprattutto quando si tratta di colpire gli avversari, è arrivata una selva di bordate da Mdp (gli scissionisti usciti dal Pd con Speranza e Bersani in testa): “Lo stupro è un reato grave e crudele sempre, è inaccettabile pensare di poter stabilire delle graduatorie in base alle quali è più grave quello commesso da un rifugiato, come nelle dichiarazioni della presidente Serracchiani”, scrive la deputata Mdp Roberta Agostini.
 
Anche perché la gaffe è doppia. Maria Cecilia Guerra, capogruppo Mdp al Senato dichiara: “La stragrande maggioranza di questi orrendi reati è commessa da italiani, spesso fra le mura domestiche o nell'ambito di relazioni pre-esistenti. Il clima sociale e i reati contro la libertà delle donne sono in una situazione già estremamente critica e un malcelato razzismo non può che peggiorarla”. Dalla diretta interessata, per ora, ancora nessuna toppa.
 
Copyright foto: Kika Press

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