Rogo camper Roma: morte 3 sorelle rom, la solidarietà dei cittadini

Giulia Vola

Il camper in cui dormiva una famiglia di 13 rom è stato avvolto dalle fiamme: tre sorelle sono morte. S'indaga per incendio doloso e omicidio volontario. 

L'incendio al camper parcheggiato a Centocelle ricorda la violenza esplosa a Torino, nel 2011. © YouTube


Ci dormivano in tredici in quel camper andato a fuoco nel parcheggio del centro commerciale Primavera, a Centocelle, periferia romana. Due genitori e undici figli che oggi sono solo più nove. Le tre sorelle Elisabeth, Francesca e Angelica Halinovic di 20, 8 e 5 anni non ce l’hanno fatta: quando alle 3.20 di mattina è divampato l’incendio non sono riuscite a mettersi in salvo.

Tutto fa pensare a una vendetta: le telecamere a circuito chiuso del centro commerciale riprendono chiaramente un uomo alto, a volto scoperto che lancia una bottiglia, poi il botto. Era un molotov. Ascoltati a lungo dagli inquirenti, i superstiti (soprattutto il capofamiglia, Romano, uno che contava nella comunità) hanno raccontato le minacce subite negli ultimi tempi. Perché loro, di origini bosniache, prima di ritrovarsi stipati in 13 in un camper parcheggiato, hanno vissuto prima nel campo di via Salviati, poi in quello della Barbuta dove dissapori e litigi tra serbi e bosniaci li hanno indotti a traslocare ancora. Ecco perché la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per incendio doloso e omicidio volontario.

Mentre gli inquirenti fanno chiarezza e indagano nelle lotte tra clan, i residenti denunciano una "periferia abbandonata come tutta la città”, manifestano la loro solidarietà alla famiglia e il loro antirazzismo lo scrivono in rosso su uno striscione bianco appeso dove è divampato il rogo: “Sono morti del quartiere, siamo tutti coinvolti”.

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