Morte della Regina Elisabetta: ecco come reagirà Londra

Giulia Vola

Il Guardian svela il piano di Londra per quando la Regina Elisabetta II, in codice il London Bridge, morirà: la città prevede dieci giorni “di grande dolore e di grande spettacolo”.

La frase con cui si annuncerà la morte della Regina Elisabetta II è “London Brige is down.”


Quando succederà, Londra non si farà cogliere impreparata: la morte della Regina Elisabetta II svelata dal The Guardian prevede dieci giorni “di grande dolore e di grande spettacolo” in pieno stile Britishness. D’altra parte, non solo le incoronazioni e i matrimoni ma anche i funerali sono cerimonie che catalizzano l’attenzione del Regno.

Perciò, quando Elisabetta II lascerà il trono di zaffiro, il più lungo della storia britannica, nulla sarà lasciato al caso: Sir Christopher Geidt, il suo segretario privato, chiamerà il Primo ministro comunicandogli la parola d’ordine “London Brige is down”. Quindi squilleranno i telefoni dei 15 governi del Regno in cui Sua Maestà è ancora il capo di stato e poi quelli dei 36 paesi del Commonwealth, dove le domande saranno più insistenti, dal momento che Sua Maestà è pur sempre il capo ma la carica non è ereditaria.

A questo punto gli occhi saranno puntati sul Principe Carlo che, finalmente, il giorno dopo il decesso della madre (in codice D+1, diverso da D-day che comprende i 10 giorni di lutto) sarà proclamato Re. Una successione che come ha raccontato al Guardian un membro della corte, rappresenta l’"exit plan della Regina” e perciò prevede non solo i quattro giorni di camera ardente a Westminster Hall, la lunga marcia del feretro lungo il Mall e, alle 9 del mattino del giorno del funerale, i rintocchi del Big Ben, ma anche la riaffermazione dell'ordine, la ribalta della storia, l’ostentazione del patriottismo, lo sfoggio dei cappelli di pelo, dei cavalli, i rintocchi, le parate.

Una volta proclamato Re a St James's, Carlo volerà ad incontrare i sudditi scozzesi, gallesi e dell’Irlanda del Nord. Sarà il tempo delle condoglianze, degli incontri con le istituzioni e con la gente comune. Finché, il decimo giorno, tornerà per assistere ai funerali. Quel giorno la Borsa e i negozi rimarranno chiusi, i gioielli della Corona saranno brillanti più che mai e alle undici in punto la bara di Sua Maestà sarà parcheggiata davanti al portone di Westminster Abbey.

Naturalmente il piano London Brige is down ha previsto anche il rimpatrio della Regina nel caso in cui morisse all’estero e dove verranno sistemate le famiglie reali europee in visita per la cerimonia dei funerali. Non tutto, però, si può prevedere. Per esempio se il Regno rimarrà unito nonostante la Brexit e nonostante le tentazioni nazionaliste di alcuni Paesi, se Camilla diventerà Regina, se Carlo sarà all’altezza della Corona. Per tutto questo non resta che confidare nella Britishness che, tra spettacoli composti e sfarzosi, mira a tenere in piedi il London Bridge.


Copyright foto: Kika Press

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