Gruppo Brazzale: bonus bebè ai dipendenti che fanno figli

Giulia Vola

Il gruppo Brazzale, che dal 1784 produce e commercia formaggi sull'altopiano di Asiago, accorda uno stipendio in più ai dipendenti che fanno figli (o li adottano).

Il gruppo Brazzale stacca un assegno di 1500 euro ai dipendenti che diventano neogenitori. © piksel/123RF


A Zanè, in provincia di Vicenza, il gruppo Brazzale lo conoscono quasi tutti ma per il formaggio che, da quasi tre secoli, produce e commercia la più antica azienda lattiero-casearia italiana. Grazie all’iniziativa di Roberto Brazzale, il 54enne titolare nonché padre di tre figli, oggi lo conoscono in tutta Italia e non tanto per le prelibatezze dell’altopiano di Asiago bensì per lo stipendio in più elargito “a chi si prende la responsabilità di procreare, di plasmare un individuo di qualità, riservandogli tutto il tempo necessario”.

Avete capito bene: mentre l’Italia colleziona un minimo storico di nascite dopo l’altro e il welfare singhiozza bonus mamma a spot, in Veneto si fa da sé: "C'era bisogno di dare un segnale chiaro” ha spiegato a Repubblica il titolare che di recente ha staccato il primo assegno alla prima dipendente neomamma. “L’Italia e l'Europa - ha aggiunto - devono rimettere i bambini al centro della vita. Da imprenditore, ho cominciato facendo concretamente la mia parte".

Che, tradotta in numeri, equivale a 1500 euro incassati dal dipendente neogenitore senza presentare moduli, semplicemente comunicando la gravidanza (o l’adozione). L’unico presupposto è essere in azienda da almeno due anni e rimanerci per altri due. Insomma, "se non il prezzo giusto, almeno ciò che posso" perché “ci rendiamo conto - ha ammesso Brazzale - che 1.500 euro in più non bastano per indurre una coppia a generare un figlio”, tuttavia era ora di fare qualcosa, altrimenti con tutti questi “bambini in via d’estinzione”, “una società così si estingue”.

Ecco che allora, prosegue Brazzone “il messaggio culturale prevale su quello materiale ed è la fiducia nel futuro: vogliamo che i giovani che investono sulla vita si sentano a proprio agio e che non debbano preoccuparsi del lavoro". L’obiettivo è nobile e punta in alto: “non è solo premiare il coraggio di chi dona al mondo un essere umano, ma favorire chi si assume anche la responsabilità di plasmare un individuo di qualità, riservandogli tutto il tempo necessario".

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