San Faustino, la festa dei single (in cerca dell’anima gemella)

Giulia Vola

All'origine di San Faustino, il protettore dei single che si festeggiano il 15 febbraio, una leggenda e l'etimologia latina (e propiziatoria) del nome.  

San Faustino, la festa dei single che, per par condicio, si ritrovano il 15 febbraio. © bowie15/123RF


Archiviato San Valentino, gli otto milioni di cuori solitari, uomini e donne single per scelta - per lo più degli altri o della vita, visto che nel calderone ci sono anche i vedovi e i divorziati - il 15 febbraio festeggiano il loro San Faustino. Una popolazione raddoppiata negli ultimi vent’anni che, secondo le stime, continuerà la sua corsa. Addirittura l'Istat prevede che nei prossimi decenni, “la metà delle donne che appartengono alla generazione del millennio non si sposerà nel corso della sua vita”. Resta da capire se la tendenza è una necessità o una virtù.

Nel frattempo, la rete pullula di hashtag a tema, aforismi e auguri tra single orgogliosi d’esser tali, e i locali sono pieni di prenotazioni perché il 15 febbraio non si cena sul divano. Niente maratona di serie tv o talent o chissà che cosa. San Faustino va festeggiato insieme, divertendosi, per annullare la solitudine, magari segretamente sperando che la vena propiziatoria si realizzi.

Perché sebbene San Faustino sia un martire per davvero - fu un nobile cavaliere bresciano che, si racconta, sarebbe apparso sulle mura della città insieme alla sua Giovita, nel 1438, per difendere la città respingendo le cannonate dei milanesi a mani nude - i cuori solitari credono più all’etimologia propiziatoria del suo nome e la mescolano con il fatto che il 15 febbraio i latini festeggiavano la fertilità.

Insomma, più che celebrare la singletudine, San Faustino pare un rito per trovare l’anima gemella. Che poi il marketing l’abbia trasformata nel trionfo del solo-è-bello, è tutta un’altra storia.

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