Ballano velate: la canzone che scandalizza le autorità saudite [VIDEO]

Cristina Piotti

Si torna a parlare di diritti delle donne dell’Arabia Saudita con il video Hwages, nel quale un gruppo di ragazze velate parla senza tabù dei limiti della cultura dei guardiani.

Il video Hwages accende di nuovo la discussione sul tema dei diritti delle donne saudite.  © Facebook / Majed

Spopola in rete Hwages, video con protagoniste (scatenate) tre ragazze saudite. È stato trasmesso la prima volta su YouTube un mese fa, e da allora è arrivato a quasi due milioni di visualizzazioni. Portando ad un acceso dibattito (e accese critiche) in patria, Arabia Saudia.

Il video è stato creato da regista Majed al-Esa of the Saudi di 8ies Studios, e mostra un gruppo di donne che fanno stakeboard, giocano a basket o a bowling e molto altro. Ma, sotto il tradizionale lungo e nero niqab, indossano sneaker coloratissime e abiti svolazzanti dai colori accesi.

“Che gli uomini siano cancellati”, ripetono le tre. “Ci hanno fatte uscire pazze”, cantano le protagoniste di questo piccolo capolavoro arabo pop-femminista dal titolo Hwages (che tradurremmo come Ossessioni, ma anche timori e tormenti).

Con un ritmo divertente, ripetono un concetto importante, di lotta ed emancipazione femminile nel mondo e nella cultura saudita, come già in passato avevano fatto altri progetti video nei quali delle donne ballavano prendendo in giro una certa cultura retrograda e maschilista: progetti diventati virali nel mondo arabo, ma in questo caso il taglio è marcatamente politico.

L'inquadratura parte da un ragazzino che guida la macchina, con tre donne adulte dietro di lui, chiaro riferimento alla (discussa) legge saudita, che vieta alle donne di guidare oltre che uscire di casa senza una figura maschile al fianco. Si sottolinea quindi l'ipocrisia del mondo maschile saudita, pronto a mostrarsi inflessibile in patria per poi prendere il primo volo per l"estero" e comportarsi in ben altro modo (le donne, infatti, neppure possono viaggiare da sole). Non mancano i riferimenti al neo-eletto presidente americano Donald Trump e alla sua "Casa di Uomini", la Casa Bianca. 

La discussione si è così accesa in patria e fuori, con prese di posizione (positive, per la verità) anche da giornali storicamente conservatori come Al-Bilad. Lo scorso settembre l’attivista Aziza Al-Yousef aveva lanciato una petizione per chiedere la fine del sistema di “tutela” vigente nel regno saudita che richiede alle donne il consenso di un tutore maschio per sposarsi, per viaggiare all'estero e spesso anche per lavorare o farsi curare in ospedale. Una figura che può essere un familiare o un marito, un vero e proprio guardiano che ha portato alle prime aperture da parte di uno dei membri della famiglia reale più concilianti sul tema, il principe Alwaleed bin Talal. Ma poco (o nulla) era poi cambiato.

Che dove non arrivi la (presunta) ragion di Stato, arrivi quella del pop?

Copyright video: YouTube

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