Fabrizia Di Lorenzo è morta: l’italiana vittima dell'attentato a Berlino

Eleonora Chiais

Ecco chi era Fabrizia Di Lorenzo, la cittadina del mondo uccisa dall'ignoranza e dall'odio. 31 anni, una laurea specialistica in Relazioni Internazionali a Bologna e un lavoro a Berlino in un'azienda di trasporti.

31 anni a Berlino per lavoro, Fabrizia Di Lorenzo era originaria di Sulmona. © Fabrizia Di Lorenzo Twitter

Fabrizia Di Lorenzo è la vittima italiana morta nell'attentato di Berlino. A tre giorni di distanza da quando la furia omicida si è abbattuta, di nuovo, nel cuore dell'Europa, colorando di sangue il mercatino di Natale della capitale tedesca, è arrivata la conferma. "La magistratura tedesca - ha reso infatti noto Angelino Alfano - così come ha comunicato il ministero degli Affari esteri della Germania, ha esaurito le verifiche necessarie e purtroppo, ormai, c'è la certezza che, fra le vittime, c'è l'italiana Fabrizia Di Lorenzo. Sono affettuosamente vicino alla famiglia e ai suoi cari, condividendone l'immenso dolore".

Un dolore enorme, indescrivibile, un dolore straziante ma non certamente inatteso. Lo sapevano già, infatti, i genitori di questa 31enne partita verso Berlino alla ricerca di una stabilità lavorativa che il suo paese non ha saputo offrirle. Lo sapevano fin dai primi istanti. Lo sapevano fin dalla prima telefonata andata a vuoto. Lo sapevano da quando, dopo che i "bip" del telefono si sono susseguiti senza sosta per qualche istante, il papà di Fabrizia ha capito tutto. D'altra parte la giovane, originaria di Sulmona, ma cittadina del mondo fin da quando ha deciso di partire per l'Erasmus, di essere sul luogo dell'attentato l'aveva detto a tutti. Ai colleghi, che adesso la piangono, e ai genitori che non possono far altro se non richiudersi nel loro sterminato dolore.

Un dolore che vuole essere anche l'ultimo saluto a questa ragazza di appena 31 anni che, dopo la laurea triennale a La Sapienza di Roma e la specialistica (in Relazioni Internazionali) a Bologna, ha salutato tutti per volare nella sua Berlino dove ha trovato un impiego in una ditta di trasporti. Qui questa figlia della generazione Erasmus aveva trovato un lavoro, una vita, una quotidianità. Tutte cose che si sono spezzate all'improvviso. La sua colpa? Quella di cercare un po' di svago nei giorni prima di Natale. Ma lo svago si è trasformato in tragedia.

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