Ciao Don Antonio! Le frasi indimenticabili del Boss delle Cerimonie

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Don Antonio Polese è morto. Il Boss delle Cerimonie, programma cult di Real Time, era tornato in ospedale per degli accertamenti dopo il ricovero delle scorse settimane, dove è stato colto da scompenso cardiaco.

 

È morto Don Antonio Polese, protagonista de Il Boss delle Cerimonie, programma di successo di Real Time, e proprietario dell'hotel La Sonrisa.

 

È morto Don Antonio Polese, amatissimo proprietario del Grand Hotel La Sonrisa, amico intimo di Mario Merola e personalità apprezzata anche dalla comunità italiana d’oltreoceano.

Don Antonio era divenuto famoso in tutto il Bel Paese per il reality Il Boss delle Cerimonie, in onda su Real Time e giunto alla sua quarta edizione. Il successo televisivo è dovuto in particolare alla sua spontaneità e agli “involontari” tormentoni dal sapore partenopeo, come il celebre augurio dedicato alla coppia sposi di turno e divenuto ormai un mantra: "Vi auguro cend ann di felicità e tutti in buona salute” oppure “Complimenti per il lucco”.

Don Antonio era amato e rispettato dalla gente (lui stesso diceva “Il popl mi vuole bene”), proprio perché sempre molto propenso a realizzare i desideri degli sposi, concedendo entrate principesche al castello con “carrozz stile impero, stilo barocco” e soprattutto perché la sua politica alla Sonrisa era quella di “non ospitare solo i lordi, ma trattare tutti da re”.

Il Boss delle Cerimonie non racconta soltanto gli sfarzosi “Matrimoni Napulitan”, i “Ping Part” delle adolescenti celebrati al castello, ma anche i retroscena della famiglia Polese, dalla figlia Imma, del genero Matteo Giordano (vero pilastro portante del castello), del nipote Antonio fino al “piccolissimo pono tutto pomellato” regalato ad uno dei nipotini per aver interpretato la parte dello scugnizzo napoletano durante uno dei ricevimenti. Anche se il castello andrà avanti con le sue cerimonie, il vuoto lasciato dal Don Antonio Polese sarà incolmabile.

Come diceva la buon’anima di Mario Merola al Boss, riferendosi al castello: “Antò qua non stiamo a Sant’Antonio Abate, ma a Holiud”. Chissà se potrà dirgli la stessa cosa del paradiso.

 

Copyright foto: Kika Press

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