Ragazza ibernata: realizzato il desiderio di una 14enne inglese

Giulia Vola

I giudici inglesi hanno dato il via libera alla criogenesi di una 14enne: "Non voglio essere sotterrata. Voglio vivere e penso che in futuro possano trovare una cura per il mio cancro".

Malata e deceduta per una rara forma di cancro, una 14enne inglese è stata ibernata negli Usa. © Andriy Sarymsakov/123RF

 

Non sepolta ma ibernata. Non è un film di fantascienza ma la sorte che ha voluto una 14enne inglese morta di cancro che ha ottenuto dai giudici il permesso di essere congelata, nella speranza, un giorno, di essere resuscitata e curata. Fosse anche tra secoli. 

Non è la prima e nemmeno la più giovane (c'è una bambina di appena 2 anni, figlia di due medici thailandesi ibernata dopo essere deceduta, anche lei, di cancro), eppure fa parlare di sé per essere la più giovane ad aver deciso che fine fare, nei secoli. "Ho solo 14 anni e non voglio morire ma so che ciò accadrà” scriveva lei stessa, prima attrice della sua battaglia legale che ha schierato i suoi genitori - divorziati da tempo - su fronti opposti. La mamma era d’accordo, il papà, che non vedeva la famiglia da sei anni, no: "Che vita sarebbe, ammesso che sia possibile tornare in vita?", si chiedeva il genitore contrario, spaventato all'idea che se anche la figlia si fosse un giorno risvegliata, si sarebbe ritrovata da sola, senza un soldo, in un paese straniero.

Dubbi legittimi e strazianti, tanto che Peter Jackson, il giudice dell’Alta Corte Suprema che ha pronunciato la sentenza, “toccato dall’animo coraggioso con cui ha affrontato la sua sorte”, ha dichiarato che, più che altro, si è trattato di decidere quale genitore accontentare. 

Di certo ha sposato la volontà della diretta interessata che aveva approfondito la materia navigando in rete: “Penso che la criopreservazione - scriveva lei stessa in una lettera inviata al giudice - possa darmi una chance di essere curata e risvegliata, anche tra 100 anni. Non voglio essere sotterrata. Voglio vivere e penso che in futuro possano trovare una cura per il mio cancro. Questo è il mio desiderio”, infine realizzato.

Deceduta a ottobre, la giovane (il suo corpo) è volata Oltreoceano dove, per 37mila sterline (circa 43mila euro) messe insieme grazie a un'associazione di beneficienza, è stata criocongelata in una società privata specializzata. La tecnica - permessa solo negli Usa e in Russia, che finora ha risvegliato solo il cervello di un coniglio - prevede che il corpo venga conservato a una temperatura bassissima, in modo da rallentare al minimo le funzioni vitali. Insomma, la speranza è l’ultima a morire. Anche dopo la morte.

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