Giornata degli insegnanti: mamme insegnate il rispetto agli scolari

Eleonora Chiais
Il 5 di ottobre è la Giornata Mondiale degli insegnanti, una buona occasione per riflettere sul ruolo dei docenti e insegnare ai figli il rispetto verso una categoria troppo spesso bistrattata. 

La Giornata Mondiale degli Insegnanti si celebra il 5 di ottobre e può essere una buona occasione per insegnare ai figli il rispetto verso questa categoria (troppo) spesso svilita nella sua professionalità.


Il 5 di ottobre, per volontà dell'UNICEF, si festeggiano i docenti di tutto il mondo con la Giornata Mondale degli Insegnanti. Una celebrazione, questa, che ci invita tutti a riflettere su vantaggi e svantaggi di quella che, più che una professione in senso stretto, è (o dovrebbe essere) una vera e propria vocazione che coglie uomini e donne (in Italia più donne, spiegano i dati Eurostat rivelando un dato sotto gli occhi di tutti) spronandoli a dedicarsi anima, corpo e matita rossoblù alla formazione dei cittadini di domani. 

Una riflessione che, in tempi di lettere scritte (e prontamente postate) da genitori contrari ai compiti estivi che preferiscono insegnare alla progenie "cos'è la vita" anziché spronare i piccoli di casa ad essere ligi agli incarichi che gli vengono affidati dai loro insegnanti, è sempre più urgente. Che dire? Evidentemente i tempi della Maestrina dalla penna rossa di deamicisiana memoria che - nel libro Cuore doveva supplicare i parenti perché non castigassero i suoi amati scolari per i quali aveva sempre un sorriso pronto e una sgridata benevola, strillata con "quella sua voce cristallina che sembrava cantasse" - appartengono ormai al passato remoto. Cambiamento positivo? Negativo? Semplicemente naturale? Ovviamente non è dato sapere. 

L'unica certezza è che qualcosa all'interno della scuola - "Buona", come da decreto ministeriale, o "Cattiva", come da vulgata popolare, che sia - sta cambiando è che l'urgenza di oggi deve essere affrontata, prima che in classe, in famiglia. Proprio qui le mamme e i papà devono riscoprire (e insegnare) quell'antica idea di rispetto che ha caratterizzato la loro vita scolastica. Un rispetto che l'infanzia deve (dovrebbe) tributare al mondo degli adulti, un rispetto che gli scolari devono (e non esiste alcuna versione dubitativa del verbo) portare verso quella classe di professionisti che ogni giorno s'impegna per fornire loro una formazione che sarà preziosa in tutto il resto della vita.

Come fare, però? Come insegnare ai rampolli questo famoso rispetto per la vita scolastica? Il suggerimento migliore è (ancora una volta) quello di instaurare un dialogo con i più piccoli sottolineando i punti di forza di maestre e prof, evidenziando - quotidianamente - le nozioni più interessanti (o divertenti, o utili, o...) tra quelle che vengono loro impartite sui banchi di scuola, invitando i piccoli di casa a riflettere sugli insegnamenti che ricevono ogni giorno e sottolineando, ultimo ma non per ultimo, gli aspetti positivi dei loro insegnanti. 

Si tratta di un processo semplice? Ovviamente no. Si tratta di una fatica necessaria? Purtroppo sì perché il ruolo del genitore non può e non deve essere quello di un amico, il genitore è anche lui prima di tutto un insegnante. Un insegnante di vita che deve insegnare il rispetto per i suoi "colleghi" tra i banchi. E scoprirsi pronti ad affrontare questo impegno è senz'altro il modo migliore per celebrare la ricorrenza. 

Copyright foto: Cathy Yeulet/123rf

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