Bambino nato da tre genitori (contro la Sindrome di Leigh)

Cristina Piotti
Il primo bambino al mondo nato dal Dna di tre genitori: è successo in Messico, e la procedura è stata usata per evitare la Sindrome di Leigh.

Una procedura di fecondazione particolare, che ha compreso il Dna di tre genitori, è stata usata in Messico


Tre genitori per un bambino. Non è il titolo di un film, ma un progresso della scienza che solleva questioni etiche profonde. Il mondo ha un nuovo primato: il primo bambino nato dal Dna di tre genitori biologici. Il piccolo ha cinque mesi, mamma e papà legali sono giordani ed è stato concepito negli Usa da un team che ha impiantato e attuato una nuova e controversa tecnica, che ha previsto un terzo patrimonio genetico, per evitare il rischio di una rara mutazione genetica, che avrebbe causato la Sindrome di Leigh. Si tratta di una procedura già nota in passato, di recente legalizzata in Gran Bretagna, ma in questo caso attuata con successo.

La notizia ha fatto il giro del mondo, rilanciata dalla rivista New Scientist. Che spiega: la madre è portatrice di questa malattia, un raro disordine genetico caratterizzato dalla degenerazione del sistema nervoso centrale. Colpisce cervello, spina dorsale, nervi ottici, motivo per il quale due bambini, frutto delle precedenti gravidanze della donna (che non ha problemi di salute, riportano i media, e quindi si può ipotizzare sia una portatrice sana), colpiti dalla sindrome, sono morti.

La donna ha chiesto aiuto al centro New Hope Fertility di New York, dove i medici, analizzando il caso, hanno ipotizzato un nuovo innovativo trattamento. Una sorta di fecondazione in vitro con tre Dna. Dalla mamma sono prelevati gli ovuli, tolto il nucleo, e inserito nell’ovulo della donatrice (al quale a sua volta è stato rimosso il nucleo). A questo punto l’ovulo viene fecondato dagli spermatozoi paterni e impiantato nell’utero della madre. Da qui i tre Dna, anche se l’impatto della donatrice, secondo gli esperti, sarebbe dell’0,1% del Dna del bambino.

La procedura, avvenuta in Messico perché vietata negli Usa, è andata a buon fine, e il bambino (nato ad aprile 2016, ma la storia è stata resa nota nel mese di settembre) non presenta anomalie. Quietamente, però, ha aperto un nuovo capito nella storia delle terapie di fecondazione e delle questioni etiche connesse.

Copyright foto: famveldman / 123RF

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