Franca Faldini: addio all'amore di Totò

Giulia Vola

Totò e Franca Faldini si amarono di un amore puro e controcorrente, per mettere a tacere le voci si sposarono per finta. Ora lei lo ha raggiunto, mezzo secolo dopo.

Franca Faldini e Totò si amarono per 15 anni, finché nel 1967 lui morì. Il 22 luglio 2016 lei lo ha raggiunto.

Franca Faldini è morta dopo 85 anni di vita, dei quali 15 di amore puro con Totò, di 33 anni più anziano di lei. “Pubblici concubini”, così li additavano quando s’innamorarono, perdutamente, l’uno dell’altra, a dispetto del fatto che Franca fosse di poco più grande di Liliana, l’ultima figlia di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi de Curtis di Bisanzio. Totò.

Lui la notò leggendo un servizio su Oggi e iniziò a corteggiarla. “Il fatto è avvenuto come avvengono tutti i fatti di questo genere” raccontò lui stesso in un documentario della Rai. “La signorina Franca Faldini, nella realtà, è assai più bella e gentile di come appare nelle varie fotografie pubblicate. Somiglia perfettamente alla donna che sognavo e difatti, io che ero contrario al matrimonio, nel vederla mi sono fulmineamente ricreduto e presi il coraggio a due mani, buttandomi a pesce, l'ho chiesta in sposa". Eppure i due non si sposarono mai: le nozze del 1954, a Lugano, furono una farsa per zittire i pettegolezzi. 

Ciò non toglie che Totò la proposta gliela fece, a modo suo, ovviamente: “Le ho detto: ‘Dio mio, signurì, quanto sìte bella. Me piacit' assaje assaje. Me vulite spusà?’. Nota bene, non c'era né la luna, né le stelle. Ancora non le ho dedicato nessuna poesia, ma nella mia mente sta maturando qualcosa di buono e sarà la più bella che scriverò. Le scriverò una canzone, lettere, cartoline, un giornale, le scriverò un romanzo d'appendicite". Nemmeno quello fu mai scritto ma il loro amore è scritto nelle pagine delle rispettive vite, legate indissolubilmente per una manciata d’anni.

Furono anche genitori, anche se per pochissimo tempo perché il loro Massenzio morì per complicazioni durante il parto e la stessa Franca rischiò la vita. Insieme, però, lavorarono, e molto. Lui dirigeva, lei recitava anche se il cinema non era la sua passione e, tra le altre, rifiutò anche le proposte di Vittorio De Sica. 

Dopo il 1967, quando Totò la lasciò da sola, lei divenne la custode delle sue memorie, perfino dei suoi sogni: "È morto senza essere neanche riuscito a realizzare quello che per lui era il sogno della sua vita” dichiarò. Un sogno che stava per realizzare “sotto la guida di un poeta che si è lasciato attrarre dal mondo della celluloide ma che in quel mondo trasferisce la sua grinta da intellettuale: Pier Paolo Pasolini. Questo sogno era quello di interpretare un film totalmente muto la cui comicità, come ai vecchi tempi, fosse comprensibile, senza necessità di traduzione linguistica, agli spettatori di tutto il mondo. E chi meglio di Totò, del ‘Mimo di Gomma’, come veniva definito nelle locandine dei suoi primi spettacoli, avrebbe potuto interpretarlo?". L’origine di tutti i mali di Totò, però, era la sua testardaggine: "Aveva l'italianite acuta”, rifiutava le proposte che arrivavano d’Oltreoceano ma “ebbe la disgrazia di nascere nel nostro paese, splendida terra di sole che è però un po' lenta nel comprendere l'ingegno dei suoi figli". Un ingegno che Franca ha amato fin da subito. Nonostante tutto, e per sempre. Finché la morte non li ha riuniti quasi mezzo secolo dopo.

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