Prince-Aids: una morte annunciata

Secondo una fonte anonima intervistata dal National Enquirer la sua sieropositività (scoperta negli anni Novanta) si sarebbe trasformata nel virus sei mesi fa.  

Prince aveva deciso di curare il suo male con le preghiere.


Prince aveva l’Aids: che fosse sieropositivo lo sapeva dagli anni Novanta, che il virus si fosse installato nel suo corpo, invece, lo aveva scoperto sei mesi fa. Un male che aveva deciso di combattere con la preghiera, secondo i dettami dei Testimoni di Geova, fede a cui apparteneva e che gli faceva dire, agli amici più stretti, "Dio può curarmi e mi guarirà". La notizia arriva dalle pagine del National Enquirer grazie a un’intervista a un manager dell’industria cinematografica che ha scelto l’anonimato.

"Si stava preparando a morire. Era in cattive condizioni", ha rivelato l’insider. "I dottori gli avevano detto che il suo emocromo era insolitamente basso e - continua - che la sua temperatura corporea era scesa pericolosamente. Aveva una gravissima carenza di ferro, era molto debole e spesso disorientato. Mangiava di rado e quando lo faceva non riusciva a trattenere il cibo"

Le sue condizioni peggioravano un giorno dopo l’altro, Prince dimagriva, la sua pelle s’ingialliva, la punta delle sue dita diventavano blu, il dolore si faceva sempre più forte e per arginarlo non gli restavano che gli antidolorifici. Oppiacei, per la precisione, i più potenti. Gli stessi che 5 giorni prima della sua morte, il 21 aprile 2016, lo portarono a un overdose mentre stava viaggiando sul suo jet privato, costretto a un atterraggio di emergenza in Illinois. Gli stessi che, poche ore prima della sua scomparsa (avvenuta nell’ascensore di casa sua, in Minnesota) si era procurato in farmacia. Gli stessi che, secondo quanto rivelato da un funzionario alla Cnn, gli investigatori hanno trovato a casa sua e che potrebbero averlo ucciso.

Una vita che si era trasformata in una gabbia perché, nonostante la sua musica sfiori i 2 miliardi di euro, Prince "era cronicamente in bolletta", soprattutto negli ultimi tempi. Gli introiti non coprivano le spese e questo (anche) perché l’artista afroamericano si è sempre rifiutato "di vendere la sua arte", rinunciando a vendere i diritti delle sue canzoni affinché venissero usate nei film. "È sempre rimasto fedele alla convinzione che i suoi lavori dovessero restare di sua proprietà - ha spiegato la sorella, Tyka Nelson, all'Enquirer - che la sua musica non fosse in vendita" e ne ha pagato le conseguenze. Come lo scorso febbraio quando (anche) per fare cassa aveva sfidato la sua salute già precaria affrontando 36 ore di volo e un tour in Australia.

Nell’attesa dei risultati dell’autopsia (previsti a fine maggio) facciano luce sulla scomparsa di uno dei Re del Pop, restano quelle cronache di una morte annunciata, lanciate in rete da due siti americani che, il 18 aprile, scrivevano: "Abbiamo ricevuto notizia che una star afro-americana avrebbe l’Aids. Dal momento che non siamo in grado di confermare, ci limitiamo a dirvi che non si tratta di Magic Johnson. Secondo una persona molto vicina al cantante avrebbe contratto la malattia negli anni '90 e ha smesso di curarsi 2 anni fa. Riteniamo che stia sempre peggio e che potrebbe venire a mancare entro l’estate". È successo in Primavera, ha lasciato un vuoto grande così tra i fan e orribili liti familiari per un’eredità priva di testamento.

Copyright foto: Kika Press
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