Carne rossa, dopo l’altolà dell’Oms, il via libera (dalla Oxford University)

Giulia Vola
I ricercatori della Oxford University ridimensionano l'allarme dell'Oms sul consumo di carne rossa: fa bene al cervello, ai muscoli e all'apparato riproduttivo.

Carne rossa: i ricercatori della Oxford University hanno ridimensionato l'altolà dell'Oms.


La carne, soprattutto quella rossa, continua a far parlare di sé. Dopo l’altolà lanciato dall’Oms - che, facendo riferimento a un articolo pubblicato dalla rivista scientifica Lancet Oncology, la inseriva tra gli agenti cancerogeni -, la palla passa ai ricercatori della Oxford University che ne hanno ridimensionato la portata, riabilitandola. Non solo l'assunzione di carne rossa non è poi così dannosa, dicono gli esperti in questione, ma dallo sviluppo del cervello ai muscoli, passando per la fertilità, il consumo è consigliabile.

Se, da un lato, i ricercatori inglesi hanno confermato che il consumo di carne aumenta di un quinto le possibilità di sviluppare un tumore, dall’altro hanno fatto presente che, in generale, la possibilità è del 6%, quindi assumerla alzerebbe il rischio al 7%. Insomma, poco più di un'inezia e, per la gioia dei macellai che in questi giorni non fanno buoni affari - le statistiche prevedono una crescita della popolazione vegetariana e vegana, al momento a quota 10% secondo le ricerche della Mintel - i ricercatori hanno fissato a 70 grammi al giorno la quantità di carne rossa ideale.

Il cervello, dicono, ringrazierà: uno dei primi benefici, infatti, è di fornire energia alla materia grigia. “Questo organo - spiega al Daily Mail Robert Pickard della Meat Advisory Panel - consuma da solo il 20% dell'energia totale e la carne rossa è un'ottima fonte energetica. Inoltre fornisce DHA, un grasso omega-3 che aiuta lo sviluppo delle attività cognitive”.

E ancora: la carne rossa contiene la vitamina B12, responsabile della capacità replicativa delle cellule e del DNA. A proposito vale la pena ricordare uno studio pubblicato sul British Journal of Nutrition: chi non assume prodotti di derivazione animale come carne, latte o uova, rischia una carenza di vitamine B12 con le inevitabili conseguenze. 

Gli altri apparati che ringraziano i consumatori di bistecche sono quello muscolare e riproduttivo: la carne rossa, infatti, fornisce carnosina - un dipeptide che aiuta a prevenire i morbi di Parkinson e Alzheimer e a contrastare l'invecchiamento - e contiene selenio che, secondo uno studio del Journal of Trace Elements in Medicine and Biology, aumenta la produzione di spermatozoi e di conseguenza la fertilità maschile. Insomma, come al solito, vale la vecchia regola cara ai latini: in medio stat virtus.

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