Vacanze a Parigi: presto si potrà dormire anche alla Reggia di Versailles

Giulia Vola
Tre palazzotti della Reggia di Versailles diventeranno un hotel di lusso:  si tratta del Petit Contrôle, del Pavillon des premières cent marches e del Grand Contrôle, abbandonati da anni hanno bisogno di soldi privati per tornare a risplendere. 

L'albergo alla Reggia di Versailles comprenderà il Petit Contrôle, il Pavillon des premières cent marches e il Grand Contrôle.


Dormire alla Reggia di Versailles non ha prezzo, ci vuole solo un po’ di pazienza. Il tempo che si faccia avanti qualcuno disposto a prendere in concessione per 60 anni 2800 metri quadrati di terreno e in grado accollarsi dai 4 ai 7 milioni di euro per rimettere a posto l’esterno dei palazzotti e altri 4 (almeno) per sistemare l’interno e il gioco è fatto. Sempre che, nel frattempo, la polemica che ha sollevato la decisione di trasformare tre strutture della Reggia di Francia in albergo di lusso, non mandi tutto all’aria.

Se tutto va come previsto la struttura occuperà i tre edifici abbandonati a loro stessi da almeno 7 anni, dimenticati ai margini dei giardini e a ridosso delle mura esterne della proprietà tanto che l'ingresso per i clienti sarà su rue de l’Indépendance americaine.  Si tratta del Petit Contrôle, del Pavillon des premières cent marches e soprattutto del Grand Contrôle, il palazzetto firmato dall’architetto Jules Hardouin-Mansart, uno dei favoriti di Luigi XIV dove, fino alla Rivoluzione Francese, hanno lavorato gli ispettori delle finanze dell’impero. Tre edifici allineati uno dietro all’altro che hanno accolto diversi personaggi chiave della corte del Re Sole, compreso Jacques Necker, il padre di Madame de Staël.  

Il condizionale è d’obbligo perché il putiferio che è scoppiato in Francia rischia di rallentare i piani: “L’emblema della Francia sta diventando Disneyland – dichiara Arnaud Upinsky, alla guida dell’associazione Coordination défense de Versaillese questo non è un beneficio né per la città di Versailles, né per i francesi in generale. Ne approfittano solo i mercanti”. Gli fa eco Florian Philippot, vicepresidente del Front National: “Il patrimonio appartiene ai francesi – ha cinguettato su Twitter -: basta con l’austerità e la mancanza di rispetto per la Francia”. Di tutt’altro avviso David Chanteranne, storico e redattore capo della rivista Château de Versailles, secondo cui “non c’è nessun problema. È incredibile come in questo Paese, dove la repubblica esiste ininterrottamente dal 1870, si gridi allo scandalo appena si tocca al patrimonio dell’eredità monarchica: una delle nostre contraddizioni”.  
 
Tant’è. L’altro lato dell’offerta lanciata ai privati è l’impegno ad accollarsi tutte le spese per rimettere a nuovo gli edifici che ora crollano a pezzi. Il tutto sotto l’occhio attento della sovrintendenza. Una prospettiva che, però, non spaventa i colossi del settore, primo tra tutti AccorHotels.  
 
L’iniziativa - hanno fatto sapere dall’amministrazione di Versailles - si inserisce nella politica di valorizzazione del patrimonio anche grazie allo sviluppo di attività economiche, portata avanti da anni dal ministero della Cultura”. Nell'attesa che venga quel giorno, sognare una notte da Re Sole non costa nulla. 

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