Zucchero: ecco limiti e calorie

Cristina Piotti
Zucchero: quanto e come consumarlo. L'Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica le nuove linee guida. E spiega perché esagerare fa male.

Sarebbe meglio, per il consumo dello zucchero, limitarsi a 25 grammi al giorno. Lo spiegano le nuove linee guida Oms.


La vita, in futuro, sarà dolce anche senza zucchero. In attesa che sul mercato escano nuovi prodotti dolcificanti, con meno zucchero e meno calorie, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) pubblica le nuove linee guida di consumo massimo di zuccheri: non possono essere più del 10% delle calorie quotidiane. Anche se, in una nota, si precisa che sarebbe molto meglio ridurre questa quantità e portarla al 5% delle calorie quotidiane, ovvero un massimo di 25 grammi di zucchero al giorno, pari a circa 6 cucchiai da tè.

L'Oms, si sa, è preoccupata per obesità e diabete, vere e proprie epidemie del futuro, e ha quindi lanciato una consultazione chiedendo il parere di oltre 170 agenzie governative, delle Nazioni Unite, di ong, industrie di settore, istituzioni accademiche e altri esperti, per rendere il lavoro di revisione e discussione scientifica aperto e comune. Fondamentale è il fatto che si parli soprattutto della principale fonte, nell'epoca moderna, di sostanze zuccherine: quelle nascoste nei cibi processati, come nelle salse o nelle bibite analcoliche, che possono contenere dosi davvero impressionanti di zuccheri. A fronte di una scarsa conoscenza da parte dei consumatori finali. Insomma: non basta mettere meno bustine nel caffè, c'è molto altro cui dover rinunciare.

I rischi, altrimenti, sono seri. Il primo problema, spiega l'agenzia, legato ad un elevato consumo di questo elemento, è l'aumento di peso. Ancor peggio tra i bambini: se da piccoli sono forti consumatori di bevande zuccherate, da grandi saranno probabilmente (statistiche alla mano) sovrappeso o obesi. Per non parlare delle carie, che aumentano proporzionalmente all'assunzione di dolci e affini. Ma darci un taglio potrebbe essere, per molti, un boccone troppo amaro.
 
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