2 giugno: l'Italia festeggia la Repubblica italiana, 69 anni dopo

Il 2 giugno 2015 l'Italia festeggia il 69° anniversario della Repubblica. Nella parata di commemorazione a Roma sfileranno gli atleti delle Forze Armate e una cinquantina di bambini che porteranno ombrelli dipinti con il tricolore. Nel 1946 anche le donne furono chiamate per la prima volta alle urne.

2 giugno 1946: le donne vengono chiamate alle urne per la prima volta nella storia dell'Italia.


L’Italia festeggia l’Italia il 2 giugno, giorno consacrato alla Repubblica nel ricordo di quel giorno (era il 1946) in cui gli italiani decisero col referendum di dire addio alla monarchia. Ma il 2 giugno del 1946 va ricordato anche perché sessantanove anni fa, per la prima volta nello Stivale anche loro, le donne italiane erano chiamate a una tornata elettorale nazionale. L’Italia del dopoguerra voleva rinascere e voleva che tutti gli italiani potessero decidere come, se in monarchia o in repubblica, e chi avrebbe dovuto scrivere le leggi del nuovo Stato che sarebbe uscito. E proprio le donne, quelle donne che in tempo di Guerra erano state così tanto protagoniste - vedi la partigiana Tina Anselmi -, che non potevano essere lasciate a casa. 

Signore che, poco avezze in materia, andavano educate: “A proposito di donne - scriveva l’articolo in prima pagina de La Stampa, il 2 giugno 1946 -, vogliamo subito ricordare una cosa da niente che farà loro dispiacere: dovranno presentarsi alle urne senza rossetto sulle labbra! Addio, sorrisi fascinatori! Sicuro. Siccome la scheda di votazione non deve assolutamente avere alcun segno di… riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po' di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro atto di libere e coscienziose elettrici. Si portino dunque, le donne, il rossetto nella borsetta: "si faranno le labbra" dopo e sorrideranno soddisfatte, almeno del dovere compiuto. Che, questo del voto, è proprio un dovere, dopo oltre venti anni di costrizione”. 

Un voto incitato nelle campagne elettorali dei partiti che hanno riempito le piazze e i teatri con i comizi dei loro leader, e tappezzato le città di manifesti. Dal 30 maggio tutto tace: i seggi aprono domenica 2 giugno, alle 6 del mattino, chiudono alle 22, riaprono lunedì, fino alle 12. Alle urne ci vanno in 28 milioni. Le prime proiezioni danno la Monarchia in vantaggio, poi la svolta, sul filo di lana. “E ha vinto la democrazia - azzarda il quotidiano torinese martedì 4 giugno 1946 -. L'alto senso di civismo in cui si è svolta l'ardente e complessa lotta elettorale, la calma assoluta della giornata del suffragio qualificano il nostro paese a rioccupare nel consesso delle libere nazioni moderne il posto che “un uomo e un uomo solo”, come disse il premier inglese, le aveva in circostanze eccezionali della storia d'Europa fatto perdere”. Previsioni che vengono confermate: la Repubblica vince con il 54,3 % dei voti. Il 5 giugno 1946, in una conferenza stampa, vengono annunciati i risultati: 12.182.155 per la Repubblica; 10.362.709 per la Monarchia. Mentre il successo della Democrazia Cristiana per la Costituente è netto fin da subito. 

Il 10 giugno viene proclamata la nascita della Repubblica Italiana. I monarchici non accettano la sconfitta, denunciano brogli elettorali e fanno ricorso alla Corte di Cassazione: il responso a favore della Repubblica arriva il 18 giugno, cinque giorni dopo l’esilio di re Umberto II e della famiglia reale. Per l’Italia inizia una nuova era che sessantanove anni dopo l’Italia festeggia con un programma intenso.

Anniversario iniziato alla vigilia con il concerto al Quirinale diretto da Riccardo Muti e con una visita a sorpresa del premier Matteo Renzi agli alpini di stanza in Afghanistan: l’avamposto estremo di un Paese che sa lottare per la libertà anche lontano da casa. Il Presidente Mattarella ha approfittato del concerto per invitare il Paese a cercare la coesione: “Le liti esasperate – ha spiegato – creano sfiducia”. 

Pronta la consueta parata di Roma, ormai non più appannaggio dei militari. Si aprirà con il consueto omaggio al Milite Ignoto, sfileranno 3.400 persone (un buon numero sono civili), gli atleti delle Forze Armate (per loro è un esordio) e un gruppo di bambini, che porteranno cinquanta ombrelli dipinti con il tricolore. Non mancheranno le frecce tricolori, la pattuglia acrobatica dell’aeronautica, che disegneranno in cielo la bandiera verde-bianco-rosso più grande del mondo. Festeggiamenti anche all’Expo2015 di Milano, con una serie di spettacoli, l’arrivo (anche qui) di Matteo Renzi, e una spilla con la scritta “Orgoglio Italia” che sarà distribuita a tutti i visitatori che hanno scelto il compleanno della Repubblica per far visita alla rassegna del meglio della Repubblica.

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