Cannes: vincitori e vinti (italiani esclusi)

Al Festival del Cinema di Cannes trionfa il francese Jacques Audiard con "Dheeppan". Nessun riconoscimento per i tre italiani in gara, Paolo Sorrentino, con il suo "Youth - La Giovinezza", Nanni Moretti e Matteo Garrone. Dario Franceschini in un tweet: l'importante è partecipare.


Palma d'Oro della 68esima edizione del Festival di Cannes al regista francese Jacques Audiard premiato dalla giuria per il suo "Dheepan".

Cala il sipario sull’edizione 2015 del Festival di Cannes e l’Italia resta a bocca asciutta. Le ovazioni per Nanni Moretti, con il suo Mia Madre, gli applausi scroscianti a Matteo Garrone per Il racconto dei racconti, i dibattiti per l’inusuale Youth di Paolo Sorrentino non hanno portato a nessun riconoscimento. La Palma d’Oro è finita dritta dritta tra le mani del regista francese Jacques Audiard che ha stregato la giuria con Dheepan, il film che racconta le difficili avventure di un ex guerrigliero Tamil che, per fuggire dalla guerra, accetta di formare una famiglia “di facciata” con una giovane donna e una bimba di nove anni utilizzando i documenti di tre persone morte nei combattimenti. 

Applausi e Grand Prix (sostanzialmente il secondo gradino del podio) sono andati a Son of Saul, del regista ungherese Làszlò Nemes, alla sua prima fatica cinematografica. Mentre il Premio della regia è stato attribuito, per la seconda volta (la prima risale al 1993), al taiwanese Hou Hsiao-Hsien per il suo The Assassin mentre il Premio della giuria è finito all’attesissimo dramma The lobster di Yorgos Lanthimos. E ancora. 

Miglior attore, ne La loi du marché di Stéphane Brizéil, al 55enne Vincent London (che ha soffiato il titolo a Micheal Caine osannato da critica e pubblico per il suo personaggio nella pellicola di Sorrentino) mentre tra le signore non è stato possibile decidere un primo posto assoluto e il premio è andato, ex aequo, a Emanuelle Bercot, vista in Mon roi, e Rooney Mara,  co-protagonista del discusso Carol.  Insomma per l'Italia, alla Croisette con la presenza più massiccia degli ultimi 20 anni, tanto fumo e niente arrosto ma non è il caso, secondo Dario Franceschini, di farne un dramma.  "Cannes è un grande Festival anche quando gli italiani non vincono - ha twittato il ministro alla fine della cerimonia conclusiva - un dovere essere qui: Francia e Italia sono insieme il cinema europeo". 


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