Fecondazione eterologa, a Roma nati due gemelli

Mentre la legge 40 festeggiava il suo undicesimo compleanno nella capitale sono venuti alla luce due gemelli nati grazie alla fecondazione eterologa. Mamma e bambini stanno bene ma le polemiche non si fanno attendere. 

Venuti alla luce a Roma i primi due gemelli nati grazie alla fecondazione eterologa. Non mancano le polemiche.


Un maschietto e una femminuccia: sono gemelli i primi due bambini nati in Italia grazie alla fecondazione eterologa. Venuti alla luce con quattro settimane di anticipo rispetto alla data presunta del parto, grazie al cesareo avvenuto nella clinica romana Alma Res Fertility dopo un distacco della placenta, i bambini e la mamma adesso stanno bene. Un traguardo importante che corona un’attesa di oltre quindici anni per la 47enne primipara affetta da endometriosi, una patologia a carico delle ovaie che è responsabile del 45% dei casi di infertilità femminile

Seguita dalla clinica capitolina fin dai primi mesi del 2014, la coppia è stata quindi sottoposta a fecondazione assistita eterologa attraverso una donazione di ovociti ottenuti “a fresco” e fecondati con la tecnica Icsi che permette l'unione diretta tra ovulo e spermatozoo e quindi agevola la fecondazione. "È stato utilizzato il liquido seminale del marito – ha spiegato il direttore della clinica romana – mentre la selezione della donatrice, come suggerito dalle linee guida delle società scientifiche internazionali, è avvenuta basandosi sulla compatibilità del gruppo sanguigno e considerando le caratteristiche fenotipiche della donna ricevente”. 

La somiglianza del colore degli occhi e dei capelli, della carnagione e della corporatura sono stati, quindi, i criteri che hanno portato a scegliere una studentessa 22enne alla quale è stato poi versato un rimborso spese. Proprio questo, adesso, ha scatenato le polemiche. In prima fila la vicepresidente della commissione Affari Sociali Eugenia Roccella che, in una nota, ha definito il pagamento del rimborso “un risvolto oscuro in questa occasione di gioia”.  

Il versamento del denaro, infatti, secondo Roccella introduce “nel nostro paese di una nuova forma di sfruttamento del corpo delle donne, attraverso la compravendita di ovociti”. Dibattito nuovamente aperto, dunque, proprio in occasione dell’undicesimo anniversario della discussa legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, entrata in vigore il 10 marzo del 2004. Già sottoposta a un referendum, questa legge è stata più volte discussa nelle aule dei tribunali e, come spiega una scheda dell'associazione Luca Coscioni, il prossimo appuntamento in aula è previsto per il 14 aprile quando, davanti alla Consulta, verrà discussa la legittimità costituzionale del divieto di diagnosi pre-impianto per le coppie fertili ma affette da patologie genetiche trasmissibili ai figli. 

Insomma dopo undici anni di vita la legge 40 non smette di essere al centro del dibattito.  


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