Vaccini obbligatori: quali sono?

Eleonora Chiais

Le vaccinazioni obbligatorie in Italia erano quattro (contro la poliomielite, il tetano, la difterite e l'epatite B) ma con il nuovo testo di legge passano a dieci, ecco in cosa consistono e come vengono somministrate.
 

I vaccini obbligatori, con il nuovo testo di legge, passeranno da 4 a 10. Accanto a questi altre quattro iniezioni saranno "fortemente consigliate" dall'Istituto Superiore della Sanità.


Le vaccinazioni imposte, in Italia, storicamente erano quattro (poliomielite, difterite, tetano ed epatite B) e si somministravano nei mesi e negli anni, tramite un calendario ben preciso che ne indicava tempi e modalità. Accanto a queste, poi, esistevano nove vaccini facoltativi (contro la pertosse, il morbillo, la parotite, la rosolia e l’Haemophilus influenzae b), fortemente consigliati dal Sistema Sanitario.

A causa (anche) dell’ormai arci-noto movimento anti-vaccini, che ha portato l’Italia a scendere sotto il livello minimo del Piano nazionale di prevenzione vaccinale, è stato, però, modificato il testo di legge di riferimento e i vaccini obbligatori sono diventati dieci (a quelli contro poliomelite, difterite, tetano ed epatite B si sono aggiunti, infatti, l'anti-pertosse, l'anti-Haemophilus influenzae  b, l'anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite che prima erano solo consigliati e, in ultimo, il discusso vaccino anti-varicella), e sono diventati obbligatori per procedere con l'iscrizione dei bambini alla scuola dell'obbligo. A questi, poi, si potranno accostare i quattro vaccini facoltativi ma comunque raccomandati dall’Istituto Superiore di Sanità  contro il Meningococco B e C, lo Pneumococco e il Rotavirus. Ma in cosa consistono questi vaccini? Ecco i dettagli.
 

Vaccino di Salk

Per combattere la poliomielite, la malattia causata da tre virus intestinali che può portare alla paralisi respiratoria, in Italia viene generalmente utilizzato il “vaccino di Salk” che prevede l’immunizzazione dei nuovi nati attraverso l’introduzione del principio inattivato o ucciso della malattia. Questa vaccinazione viene somministrata attraverso un’iniezione esavalente.


Iniezione antidifterica

Tra i vaccini più “vecchi”, l’iniezione antidifterica è disponibile fin dal 1920 e prevede la somministrazione di anatossina difterica, vale a dire della tossina originaria, resa innocua attraverso dei procedimenti chimici, che stimola la produzione di anticorpi. Solitamente combinato con il vaccino antitetanico e con quello antipertossico, viene somministrato ai neonati attraverso l’iniezione esavalente.


Antitetanica

Il vaccino antitetanico è disponibile in Italia dagli anni Quaranta e viene somministrato ai neonati nel corso del loro primo anno di vita attraverso tre dosi  (tramite la vaccinazione esavalente) e poi tramite richiami (il primo a 6 anni, il secondo a 14). Negli adulti, invece, il richiamo dell’antitetanica è consigliato a cadenza decennale con alcuni distinguo che riguardano coloro che svolgono particolari attività lavorative.


Vaccino anti Epatite B

L’epatite B si trasmette - attraverso il virus HBV - da una persona all’altra tramite lo scambio di fluidi corporei e sangue e può passare ai neonati dalle madri infette. L’infezione, che colpisce specialmente il fegato dando origini a malattie croniche o tumori, si combatte con la vaccinazione attraverso l’iniezione (tramite l'esavalente) della proteina della superficie del virus (HBsAg) sintetizzata attraverso la tecnica del DNA ricombinante.

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